Islanda in 7 giorni: Giro della Ring Road + Reykjavik

Giorno 1:

Una volta atterrati all’aeroporto di Keflavik il mio consiglio è quello di mettervi subito alla guida della vostra automobile e dirigervi verso VIK.

Il primo giorno lo dedicherete all’arrivo in Islanda, il ritiro dell’autovettura e lungo la strada per Vik, anche ad una bella sosta in un supermercato per fare una provvista di cibo e bevande (ricordatevi che l’acqua in Islanda è POTABILE da ogni rubinetto.. basta farla scorrere fredda per un pò).

Inoltre, già da oggi potrete immergervi nelle meravigliose cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss che troverete lungo la strada alla vostra sinistra (entrambi visibili dalla Ring Road, la strada principale).

(Circa 230 km totali di strada)

Giorno 2:

Sveglia presto per partire di buon orario e visitare la famosa Black Sand Beach di Vik e il vicino promontorio di Dyrholaey.

Tornando in un auto, potrete fermarvi per una pausa pranzo lungo le piazzole di sosta che troverete lungo la strada tra Vik e Hofn.

Nel pomeriggio, visita del bellissimo Jokulsarlon Glacier Lagoon (l’entrata principale la troverete dopo il ponte, sempre sulla sinistra) il più grande e conosciuto lago di origine Glaciale dell’Islanda.

Arrivo a Hofn

(280 km totali di strada)

Giorno 3:

Di nuovo in strada per cominciare la salita verso il nord dell’isola! La tappa di oggi vi porterà da Hofn a Egilsstadir.

Lungo la strada troverete paesaggi stupendi, che vi consiglio fortemente di fermarvi qualche minuto e goderne un pò.

Le strade per salire verso Egilsstadir sono 2; una è il proseguimento della Ring Road (numero 1) e l’altra è la numero 96 che percorre la costa.

La numero uno, in quella parte dell’isola, si addentra tra le montagne regalandovi panorami tra i più belli dell’isola a mio parare.

Quindi, se la trovate aperta (in alcuni periodi dell’anno viene chiusa per neve) godetevi quella strada!

Prima di arrivare a Egilsstadir, allungatevi lungo il lago che troverete sulla vostra sinistra fino a raggiungere Litlanesfoss. Un piccolo trekking di circa 2 ore di camminata, vi porterà ad ammirare altre 2 meravigliose cascate d’Islanda.

(256 km totali di auto)

Giorno 4:

Lungo la strada per Husavik, potrete ammirare sulla destra, il bellissimo sito di Krafla, una caldera di circa 10 km con una fenditura lunga 90km.

Il suo picco è di 818 m ed ha eruttato 29 volte!

Tornando sulla strada principale, alla vostra sinistra, prestate attenzione al Hverarönd che merita una veloce visita; pozze di acqua e di fango, solfatare, soffioni e fumarole naturali!

Adesso dritti verso Husavik.

(220 km totali)

Giorno 5:

Intera mattinata dedicata al Whale Watching di Husavik, tra i più famosi nell’Isola! Con una dose di fortuna, potrete ammirare Puffin e Balene!

(Se avete intenzione di fare il whale watching ad Husavik, vi consiglio vivamente di prenotarlo qualche giorno prima direttamente online o negli hotel \ B&B \ guesthouse che incontrate strada facendo.. vi forniranno tutte le informazioni per prenotare la vostra gita)

Il costo varia dai 70 ai 100 euro, ma posso garantirvi, balene permettendo, che sarà una delle esperienze più belle della vostra vita.

Nel pomeriggio, una visita alle imponenti cascate di Godafoss e poi in strada verso una lunga marcia verso Blonduos.

(235 km totali)

Giorno 6:

In questa parte del vostro tour vi aspetta uno dei tratti stradali più lunghi della vostra permanenza in Islanda!

Se siete in Islanda durante il periodo ESTIVO, le strade sono pulite dalla neve e dal ghiaccio e avete un auto 4x4, il mio consiglio è quello di non seguire la strada del navigatore (che vi guiderà ancora lungo la road n.1 fino a Reykjavik, ma di addentrarvi dentro la F35. Lungo quella strada dissestata, troverete paesaggi lunari e silenzio. Durante uno dei miei viaggi, ho avuto l’enorme fortuna di vedere un cucciolo di Volpe Artica (un animale molto raro da vedere in cattività) correre libero tra le distese Islandesi.

Cercate di arrivare nel primo pomeriggio lungo il “Golden Circle” per osservare nel pomeriggio Geysir e Strokkur (i geyser d’Islanda) e la cascata di Gullfoss.

Rientrerete un pò tardi in capitale, ma avrete un ultima dose di natura.

(287 km fino a Geysir passando per la road n.1 e poi altri 110 per tornare a Reykjavik.)

(210 km fino a Geysir passando per la strada F35 da PERCORRERE SOLO CON VETTURE 4x4 + altri 110 per arrivare a Reykjavik)

Giorno 7:

In base all’orario della vostra partenza per rientrare a casa, potete godervi la capitale Islandese, fare shopping o dirigervi verso Keflavik per una sosta al Blue Lagoon.

(Reykjavik – Keflavik sono circa 50 km)

Il sentiero più pericoloso del Mondo!

Il sentiero più pericoloso del Mondo si trova in Cina.
Ci sono stato nel Novembre del 2016, vi lascio qualche consiglio nel caso in cui vogliate farci una passeggiata anche voi 🙂

Conosciuto come uno dei sentieri più pericolosi del mondo, aperto a tutti è quello che si snoda sul Monte Hua (Hua Shan), una delle montagne sacre Cinesi, situata nella provincia di Shaanxi a circa 120 km ad est di Xi’An (famosa per i suoi Guerrieri di Terracotta).
Perché percorrerlo? Sicuramente chi si cimenta “nell’impresa” è alla ricerca di una scarica aggiuntiva di adrenalina ma anche del desiderio di ammirare paesaggi incontaminati e con viste decisamente mozzafiato!
L’importante è comunque non dimenticare mai la sicurezza che in questi casi è affidata ai moschettoni con cui dovrete legarvi alle apposite catene lungo il percorso.

Esistono diversi modi per raggiungere il Monte Hua, il più conveniente, sia per costi, che per tempistica, è sicuramente il treno che parte da Xi’An.
Ce ne sono diversi durante la giornata, a qualsiasi orario (potete controllare gli orari qui http://www.chinatrainguide.com/xian-railway-station/luoyang.html per la tratta XIAN -> HUAYIN che è il paese più vicino alla montagna).
Come potrete vedere, esistono 2 tipologie di treni, più lento ed economico, che impiega all’incirca 1 ora e 40 minuti, oppure il treno veloce, con costi più alti, che però impiega solo 25 minuti.
Una volta arrivati alla stazione di Huayin, troverete taxi e bus che vi porteranno davanti l’entrata del Monte Hua. (sicuramente la scelta del bus è la più economica e impiega all’incirca 20 minuti).
Una volta arrivati all’entrata, troverete una grande costruzione davanti a voi, da li, potrete pagare l’ingresso per la Montagna con servizio navetta che vi porterà fino alla stazione della Cabinovia o all’inizio dei 4.500 gradini che vi separano dal North Peak (punto di partenza per le altre cime Est, Sud e Ovest).
Nel mio caso, ho preferito la parte faticosa, ma che ripaga con stupendi paesaggi all’interno delle montagne.

Importante: non è richiesto un particolare allenamento per arrivare a piedi in cima al North Peak, ma ricordatevi che affronterete 4.500 gradini SOLO per arrivare alla prima tappa. Per percorrere l’intero sentiero, composto unicamente di gradini stretti ed alti, fino al South Peak (dove troverete il “sentiero più pericoloso del mondo”) vi aspettano 7.531 gradini.
Quindi valutate bene la cosa, soprattutto se come me, porterete con voi il vostro zaino.
In caso di maltempo e pioggia, probabilmente potrete essere bloccati dalla polizia locale che vi impedirà di salire a piedi e vi obbligherà ad usare la cabinovia per motivi di sicurezza.
Una volta arrivati in cima, potrete valutare se godervi il panorama e soggiornare in uno dei tanti ostelli (prezzi di ogni tipo, da 100 yuan per un letto in camerate miste da 18 persone, fino a 2.000 per camere private. Io ho soggiornato nella camerata mista e mi sono trovato bene, se non fosse per un tasso ALTISSIMO di umidità. Se decidete di dormire li nei mesi più freddi, vi consiglio vivamente di portare con voi un sacco a pelo.)

Per avventurarvi lungo il “Sentiero più pericoloso del mondo”, dovrete salire ancora gradini, fino al raggiungimento del Chang Kong Cliff Road (o Changong Zhandao). Li, pagherete per l’ingresso alla passerella e verrete messi in “sicurezza” con delle imbracature e moschettoni.
Vi aspetta una trave di legno lunga circa 4 metri, larga forse poco più di 20 centimetri, che attraversa un fantastico strapiombo verticale.
Il sentiero non è molto lungo, ma godetevelo il più possibile perché ne vale davvero la pena.

Il mio consiglio è quello di arrivare lì evitando i weekend, e se dormite in cima alla montagna, cercate di fare il sentiero di prima mattina in modo da essere in compagnia di poche altre persone (se non soli).
Ad ottobre, l’orario di entrata per il sentiero, erano le 7.30 del mattino ed eravamo davvero in pochi a farlo.
ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO a chi soffre di vertigini.
E’ veramente il “sentiero più pericoloso del mondo”? Non saprei dirvi ma sicuramente è un sentiero pericoloso!
E’ quindi fondamentale non sottovalutarlo, prestando la massima attenzione e concentrazione in ogni momento. Se fatto con la testa, non avrete niente di cui preoccuparvi.

Sono tornato ad essere Felice, viaggiando in solitaria.

Mi chiamo Edoardo Massimo Del Mastro, sono nato a Frascati, un paese in provincia di Roma e da qualche anno ho scoperto il piacere di Viaggiare in Solitaria. Cosa mi ha spinto a farlo? Un grande dolore, da cui pensavo di non uscirne più, invece grazie a tutto questo, sono riuscito a conquistare di nuovo me stesso e la mia felicità.

“Dove vai da solo? E’ pericoloso.”
Viaggiare in solitaria per me, equivale a quello che molte religioni, chiamano “Meditazione” o “Preghiera”.
Quando si viaggia da soli, si ha la possibilità di scoprirsi interiormente, ascoltare il proprio corpo, ma soprattutto la propria mente.
Molte persone ritengono che partire in solitaria è una necessità per evadere momentaneamente dalla propria vita. Per me non è esattamente così, equivale di più ad una ricerca interna di me stesso.
Naturalmente non nascondo l’adrenalina, la voglia di sentirsi in difficoltà ed uscirne da soli, conquistare un posto dopo averlo sognato, sudato, desiderato.
Ci sono centinaia di fattori che influiscono positivamente sulla mia persona che mi spingono ogni volta ad organizzarmi per partire da solo, anziché chiedere a qualche amico.
Mettersi in gioco, aver paura di non farcela e ricredersi.
Quando parlo alle persone dei miei viaggi, mi chiedono sempre perché l’ho fatto. Inizialmente mi davano anche dello “sfigato” perché pensavano che non riuscissi a trovare un compagno di viaggio.
Non mi serviva, o almeno, non per quello.
Questo non vuol dire privarmi di viaggiare con gli amici o con un gruppo di persone che non conosco.
Cerco solo di ritagliarmi del tempo per me.

Personalmente, viaggiare in solitaria mi ha davvero aiutato sotto molti aspetti, cosa che niente e nessun altro, era riuscito a fare per me, per aiutarmi a superare quegli ostacoli che inevitabilmente, in un momento o l’altro della vita, ti vengono messi di fronte.
Come si “guarisce” da qualcosa? Che sia una malattia, un amore finito, la perdita di una persona cara, un amicizia tradita o la perdita di un lavoro.
Si guarisce attraverso una cura, un percorso studiato passo dopo passo che ci permette alla fine, di stare meglio, di stare bene.

La mia cura, era riscoprirmi. Mi hanno consigliato di fare Yoga, di Pregare, Meditare, Leggere.
Ho fatto tutto questo, ma l’ho fatto Viaggiando e non stando chiuso in una stanza o in una chiesa.
Il pensiero di trovarmi tra quattro muri non faceva che peggiorare la mia situazione.
Così decisi di organizzare il mio primo viaggio in completa solitudine.
Avevo bisogno di natura, di verde, di silenzio e di montagna. Così nel giro di qualche giorno, presi una settimana di ferie dal mio lavoro e mi recai nella Baviera Tedesca.
Non mi serviva andare lontano, non serve quello.
Serve andare nel posto giusto. Ed io lo trovai proprio nel sud della Germania.
In quel viaggio, percorsi diverse centinaia di km con la mia mountain-bike, pedalai per diverse ore al giorno, senza compagnia, senza musica. Niente.
Avevo bisogno soltanto di me stesso, del mio corpo e soprattutto della mia mente.
Un pensiero che girava libero nella mia testa, appunto, una Mente Nomade.
Quando tornai da quel viaggio, non stavo benissimo, ma stavo decisamente meglio.
Non si raggiunge di nuovo la felicità, dopo qualche giorno. E’ sempre direttamente proporzionata alla delusione, al dolore, che abbiamo ricevuto.
Il mio percorso in totale, è durato 6 mesi, tra Aprile e Settembre del 2014, dove sono riuscito a scoprire una parte di me, che non pensavo ci fosse.

Nei miei Viaggi, ho scoperto cosa vuol dire essere autonomo. Adattarmi alle situazioni, dormire in strada, mangiare quello che mi capita. Restare a digiuno per diverse ore. Riposarsi e ripartire, in base alle proprie forze.
Ho imparato a saper stare in solitudine e a farmi compagnia da solo.
“Scoprendo il Mondo, Scoprirai Te stesso” è diventato il mio motto.
La strada è la vita, la strada è un ottima insegnante. Puoi fare esperienza, imparare nuove lingue, conoscere nuove culture, metterti alla prova.
Ti poni degli obiettivi, nella maggior parte dei casi, li raggiungi. Perché? Perché lo stai facendo per te stesso, per chi crede in te, nelle tue capacità e nella tua forza interiore.
Lasciati guidare dall’istinto. Se pensi che una strada sia migliore dell’altra, non esitare a prenderla. Non avere paura, ma non dimenticarti mai di viaggiare con la testa, col cervello. Ogni strada ti aprirà nuove esperienze di Vita che ti permetteranno nel tempo, di avere un bagaglio pieno zeppo di emozioni, sensazioni e avventure da raccontare.

Non buttarti nella mischia, crea confusione.
Viaggia libero dagli schemi, osserva il mondo da prospettive diverse. Rispetta la Natura, sempre. Nei momenti di difficoltà, sarà lei ad aiutarti.
Trova sempre il modo di curare il tuo corpo e di allenare la tua mente. Non sottovalutare mai il tuo percorso, perché non potrai mai sapere cosa ti aspetterà lungo la via.

Magic Bus (Into the Wild); Miti e Leggende da sfatare!

Nel corso di questi anni, ne ho sentite davvero tante in merito al Magic Bus divenuto famoso per il film “Into the Wild” che si trova in Alaska, lungo lo Stampede Trail (Healy).

“E’ stato rimosso anni fa perché pericoloso, lo ha detto anche una famosa testata giornalistica italiana”
“E’ impossibile arrivarci e anche se fosse, non ci si può entrare”
“La presenza di Draghi rende difficilissimo e pericolosissimo il percorso”

[AGGIORNATO A GIUGNO 2017]

Chi mi segue da almeno un anno, sa quanto la mia passione per l’Alaska, il film Into The Wild e la storia di Christopher McCandless sia ormai parte della mia vita.
A cavallo tra Marzo e Aprile del 2016 sono stato li, in un viaggio in solitaria, dove attraverso un trekking di circa 80km sono riuscito ad arrivare al famoso “Bus”.
(qui articolo del viaggio) – (qui link al video)

Oggi, scrivo questo articolo perché esiste talmente tanta confusione su questo argomento, che è giusto fare un pò di luce.
Innanzitutto, la bugia più GRANDE divulgata anche da testate giornalistiche Italiane, è quella del
“E’ STATO RIMOSSO ANNI FA PERCHE’ PERICOLOSO.”
FALSO.
Il Magic Bus è ancora li!
La notizia fu inizialmente divulgata da una testata giornalistica americana che voleva, in qualche modo, interrompere il flusso (esagerato) di persone inesperte che pretendevano di avventurarsi in un trekking di MINIMO 3 giorni nella natura selvaggia dell’Alaska con scarpe da ginnastica, zaino con 30kg dietro e una preparazione fisica pari a chi durante l’anno, ogni giorno non muove un dito e non si alza dalla sedia neanche per andare al bagno.
Questo non vuol dire che per percorrere lo Stampede Trail serva una preparazione fisica degna di un campione Olimpico, ma non si possono avere grandi pretese da chi non svolge MAI attività fisica, mentalmente non pronto e mal informato sul percorso che dovrà percorrere.

Per percorrere lo Stampede Trail ci sono DUE ALTERNATIVE:
La prima è quella in stagione INVERNALE (dipende dalla stagione, dalla pioggia, dal caldo, dalla Neva, ma non si consiglia di percorrerlo a fine marzo. Lo so, io l’ho fatto, ma ho avuto cu*o nel trovare ancora molta neve).
PRO:
1) Assenza di Orsi, visto il periodo di letargo
2) Neve e ghiaccio permettono il passaggio SOPRA il famoso fiume Teklanika
CONTRO:
1) Freddo, tanto. Ci troviamo in ALASKA, una delle nazioni più Fredde della terra.
2) Neve e ghiaccio potrebbero rallentare i vostri movimenti visto il terreno e l’abbigliamento
3) Difficoltà nel seguire un sentiero (non tracciato) ma sicuramente più impegnativo con la presenza di neve

Seconda Ipotesi, quella ESTIVA (fine agosto, settembre, quando la neve ancora non cade e il fiume non è in piena, ma anche qui è tutto in mano a Madre Natura).
PRO:
1) Sentiero più visibile, anche se NON TRACCIATO
2) Ci si può muovere con più facilità e con abbigliamento più comodo
3) Temperature decisamente più amorevoli.
CONTRO:
1) Presenza di animali selvatici, tra i più pericolosi, naturalmente, gli ORSI
2) Bisogna guadare il Teklanika river che potrebbe essere sia una cosa divertente, sia indimenticabilmente orribile. Guadare un fiume, soprattutto della larghezza del Teklanika, non è assolutamente facile. Bisogna tenere conto delle correnti e di quanto quel fiume è in piena oppure no (dovuto allo scioglimento dei ghiacciai e della neve del passato inverno)

COME ORIENTARSI?
Personalmente, mi sono orientato solo con le coordinate GPS! Con la neve è praticamente impossibile orientarsi solo con le proprie capacità senza rischiare di perdersi.
E se ci si perde li, sono cavoli.
Facendo delle ricerche sul web si trovano molti siti (italiani e americani) che hanno tracciato il percorso e segnato riferimenti GPS da seguire con i propri strumenti.

DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI
Altro argomento trattato spesso sul web e sui gruppi di viaggio Facebook, sono i FALSI DIVULGATORI di notizie, consigli e tutto ciò che riguarda un argomento MOLTO DELICATO che loro non hanno MAI affrontato.
In un area di servizio vicino Healy (il paese più vicino dall’entrata dello Stampede trail) esiste una COPIA del Magic Bus (utilizzata anche nel film per alcune riprese) dove è possibile, senza impegni fisici ne altro, fare una foto di fronte al Bus.
Qui di seguito, le foto per farvi vedere la differenza:
Ecco dove fisicamente, ad oggi, si trova il Magic Bus Originale

Come vedete, intorno al Magic Bus non c’è NULLA, se non natura, alberi e ancora alberi a differenza della foto che segue qui sotto, della COPIA presente nell’area di servizio (foto presa del web, non sono mai stato li e non so darvi consigli su come raggiungerlo)

Come vedete nell’ultima immagine, la “copia” apparentemente identica all’originale, si trova in un luogo che sullo sfondo presenta una recinzione (si vede anche sulla destra dell’immagine, oltre che in grande sulla sinistra). Facendo particolare attenzione, esistono altri dettagli che differenziano i due bus.

Perché dire tutto questo?
Sapendo di dovervi trovare nella condizione di organizzare il vostro trail verso il Magic Bus, vi affidereste mai a persone che fingono di esserci stati, facendovi vedere la foto della copia e dandovi consigli su come addentrarvi nella natura, quando loro per primi non ci sono mai stati?

La mia naturalmente non è una GARA per chi c’è stato e chi no.
Semplicemente bisogna capire in che guaio si potrebbe cacciare una persona, o un gruppo di persone, nel seguire consigli di un tizio che per primo, non è mai stato li.

Se avete voglia di percorrere questo tipo di viaggio, documentatevi TANTO e non date retta ai ciarlatani del web.
ALLENATEVI, valutate se davvero avete le gambe e la testa per farlo.
Non fatevi prendere alla fretta o dalla voglia di scattare una foto.
​La vostra vita vale molto, molto di più.

Lettera di Christopher McCandless al suo amico Ron.

“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme.
Spero che la nostra separazione non ti abbia scosso troppo.
Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io sopravvivi all’Alaska, riceverai sicuramente mie notizie.

Vorrei ripeterti solo il consiglio che ti ho dato in precedenza: ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita e iniziare a fare le cose in maniera più coraggiosa, come non avevi mai pensato di fare prima.
C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà non esiste niente di più devastante che un futuro certo.

La gioia della vita deriva dai nostri incontri e dalle nuove esperienze, pertanto non c’è gioia più grande di avere un orizzonte costantemente diverso, vedere ogni giorno un sole nuovo e differente.
Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, dovresti perdere l’inclinazione a cercare la sicurezza monotona e adottare uno stile di vita movimentato, che in principio ti sembrerà folle. Ma una volta che ti abituerai a questa vita, ne capirai pienamente il senso e la sua incredibile bellezza.
E quindi, Ron, in breve, scappa dalla città e mettiti sulla strada.
Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto, ma temo che ignorerai il mio consiglio. Tu pensi che io sia un testardo, ma tu sei ancora più testardo di me.
Avevi una straordinaria possibilità sulla strada di ritorno, ovvero di osservare una delle viste più straordinarie della terra, il Grand Canyon, qualcosa che ogni americano dovrebbe fare almeno una volta nella vita.
Ma per qualche ragione incomprensibile non volevi fare altro che tornare a casa il più in fretta possibile, verso quella situazione che vivi giorno dopo giorno dopo giorno. Temo che farai la stessa cosa in futuro e quindi non scoprirai tutte le cose meravigliose che Dio ha piazzato intorno a noi.
Non sistemarti, non stare fermo in un solo posto.
Muoviti, sii nomade, fai in modo di vedere un orizzonte nuovo ogni giorno.
Vivrai ancora a lungo, Ron, e sarebbe un peccato se non cogliessi l’opportunità di rivoluzionare la tua vita trasformandola in un regno di esperienze.
Ti sbagli se pensi che la gioia si trovi solo ed esclusivamente nelle relazioni tra le persone. Dio ha piazzato tutto questo intorno a noi. È in tutto ciò che possiamo sperimentare.
Dobbiamo solo avere il coraggio di ribellarci al nostro stile di vita abituale e scegliere di vivere in modo non-convenzionale.
Il mio punto è che non hai bisogno di me o di nessun altro intorno a te per portare questa nuova luce nella tua vita.
Ti sta semplicemente aspettando là fuori, tutto ciò che devi fare è raggiungerla.
Le uniche cose che stai combattendo sono te stesso e la tua testardaggine nell’affrontare nuove circostanze
Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle. Non esitare o indugiare in scuse. Prendi e vai.
Sarai felice di averlo fatto.
Riguardati.