Antartide, mai stata così rapida la fusione della calotta.

L’Accademia Americana delle Scienze (PNAS, Proceedings of the national academy of sciences) lo scorso 14 gennaio ha pubblicato l’analisi secondo la quale i

l restringimento della calotta antartica è già responsabile di un aumento di 1.4 centimetri del livello degli oceani, registrato a cavallo tra il 1979 e il 2019.

La fusione della calotta glaciale in Antartide non è mai stata così veloce.

Sei volte più rapido rispetto a 40 anni fa. E tutto questo sta contribuendo, in maniera piuttosto determinante alla crescita del livello dei mari in tutto il nostro pianeta.

Per realizzare questa precisa analisi, gli scienziati hanno effettuato una ricerca approfondita in 18 regioni diverse dell’Antartide, insieme all’uso di immagini radar provenienti da satelliti di alcune agenzie spaziali, oltre alle foto scattate dagli aerei della Nasa.

40 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno tra il 1979 e il 1990.

252 miliardi di tonnellate nel periodo tra il 2009 e il 2017.

Cosa succederebbe se si scegliesse l’intera calotta?

Il livello del mare salirebbe a 52 metri.

Le conseguenze possiamo immaginarle tutti.

Bambino di 3 anni sopravvissuto a -20° insieme all’amico orso.

Storie al limite dell’incredibile, orso o no, questo bambino di tre anni è sopravvissuto in completa solitudine con temperature intorno ai -20°.

Casey Hathaway si era perso nel bosco con temperature rigidissime, vicino ai -20°. Da quando è stato trovato racconta a famigliari e poliziotti, di essere stato aiutato da un orso.

Tre notti nel bosco, sopravvissuto grazie all’aiuto di “un orso amichevole”. E’ l’assurda vicenda, raccontata dal bambino in queste ultime ore a chiunque gli stia facendo domande sull’accaduto. Casey è un bambino di tre anni, americano, che si era perso per ben due notti tra i boschi del Nord Carolina, con temperature vicino ai -20° e forti piogge.

Alla rivista Guardian, lo sceriffo della contea di Craven, Chip Hughes ha detto “ha avuto un amico tra i boschi che lo ha accompagnato ed era un orso”.

I boschi di quello stato sono famosi per essere l’habitat di molti orsi neri.

Il bambino era scomparso il 22 gennaio: si trovava ad Ernul, nella casa della nonna. Stava giocando nel cortile, ma non è mai rientrato. È stato trovato mentre si riparava dal freddo tra dei rovi, tremante ma illeso. Quando si era perso le condizioni meteorologiche erano così dure da costringere i soccorritori a sospendere le ricerche, aspettando per un miglioramento.

La zia del piccolo Casey, Breanna Hathaway, ha raccontato la versione del bambino con un post sul suo profilo Facebook: “Ha detto di essere stato con un orso per due giorni. Dio gli ha mandato un amico che lo potesse tenere al sicuro. Dio è un buon Dio. I miracoli accadono”, ha scritto.

Una storia che ha dell’incredibile, che sicuramente ha suscitato interesse da parte di ogni angolo del mondo!

Fantasia del bambino o meno, Casey avrà sicuramente una storia da raccontare per molti anni ancora..!

Racconto di un viaggio in Norvegia

Anno nuovo, racconti nuovi!

Ad aprire la rubrica 2019 dei VOSTRI racconti è Marika , con il suo viaggio in Norvegia!

Ciao, sono Marika ho 22 anni e amo viaggiare, questa è la mia dipendenza.

Nel mondo di oggi frenetico e pieno di distrazioni è difficile sorprendersi e sentirsi vivi, grazie al cielo i viaggi riescono ancora a farlo! Viaggiare ti permette di metterti alla prova di conoscere un pezzo di mondo e contemporaneamente scoprire te stesso, ti dà la possibilità di mettere tutto in pausa e riflettere. 
Amo viaggiare e ho questa impazienza nel farlo perché, aimè per colpa nostra, molte bellezze di questo pianeta stanno scomparendo e perché voglio realizzare un sogno: quello di poter visitare il maggior numero di posti possibili, quindi prima si inizia è meglio è! 
Penso che il tempo scorra troppo velocemente e la nostra esistenza è appesa ad un filo sottile quindi, per il tempo che tiene, bisogna viverla a pieno attimo per attimo e il miglior modo per assaporarla sono i viaggi.
Penso che il viaggio non si estende solo al breve lasso di tempo compreso tra la partenza e il ritorno, ma lo vivi tre volte: quando lo organizzi e lo immagini, quando lo vivi e infine nei ricordi e grazie alla fotografia che può bloccare un istante, un’emozione che altrimenti fuggirebbe via. Per questo amo organizzare viaggi per me e i miei amici e ho una grande passione per la fotografia.


Voglio parlare della Norvegia un viaggio che mi ha rubato il cuore con i suoi colori saturi, le casette di legno con l’erba sui tetti, il profondo rispetto della natura ancora incontaminata, è come se lì l’uomo si fosse messo da parte e cammini in punta di piedi per non disturbarla, i paesaggi infiniti, la solitudine e il silenzio rotto solo dai rumori della nature. Dovunque guardavo c’era qualcosa di bello da vedere. Ci sarebbe voluto molto più tempo per assaporare meglio quella terra ma è durato il tempo sufficiente a farmi innamorare. 
Questo viaggio è stato l’emblema di ciò che io intendo per viaggiare: stanchezza e felicità.

Cosa mi ha stupito di più di questa terra? La precisione armonia e tranquillità che trasmette. Quanto sarebbe migliore il nostro pianeta se domani ci svegliassimo e capissimo tutti questa semplice cosa: la natura ci ha dato la vita ed è un obbligo rispettarla, lì l’hanno ha capito. Basti pensare che in giro abbiamo visto solo auto elettriche, sono molto attenti all’ambiente e a valorizzarlo. Altre cose bellissime? si paga ovunque con la carta di credito e hanno la capacità di creare strade dal nulla in 1 giorno soltanto, e per necessità della conformazione del loro territorio molto frastagliato e ricco di fiordi hanno dei traghetti che sono dei prolungamenti delle strade, qui da noi in Italia sarebbe tutto questo impensabile.

Cose brutte della Norvegia? I limiti a 90 km/h in ogni strada

Questo viaggio è stato l’emblema di ciò che io intendo per viaggiare: stanchezza e felicità. Amo le vacanze che ti esauriscono le forze ma ti arricchiscono la mente e il cuore, scaricandoti di tutti i problemi quotidiani e facendoti respirare a pieni polmoni. Quelle fatte di lunghe passeggiate e viste che ti tolgono il fiato, di infiniti tragitti in macchina pieni di paesaggi e canzoni cantate a squarciagola, di tramonti che ti scaldano il cuore e pioggia che penetra nell’anima.
Questo viaggio è stato come una mano che mi ha tirato su da un mare di delusioni, perdite e tristezza in cui rischiavo di annegare.

Norway 9-08-18/16-08-18

Vacanza on the road 1500 km fatti in macchina, 70 km a piedi, 7 notti 8 giorni, 6 case diverse dove dormire, giorni infiniti e notti troppo corte, 7 ragazzi e una Citroen c3 Picasso

Ci sono voluti mesi e mesi di programmazione soprattutto per renderlo più low cost possibile, ma il viaggio più bello in assoluto fino ad ora. 
Sarà un viaggio che porterò nel cuore e a renderlo speciale oltre alle bellezze dalla Norvegia sono gli amici che viaggiavano con me.

 

Abbiamo visitato la zona di Bergen e i fiordi sud-occidentali:

– Primo giorno inizia il viaggio verso Bergen:
Direzione Fiumicino Aeroporto, Partenza dalla stazione di Fara Sabina treno Orte-fiumicino, ti chiederai dove cavolo sta? Ecco esatto questa è la risposta che mi sento sempre dire quando dico dove abito, comunque è un paese a nord di Roma in provincia di Rieti.
14e15 Arriviamo all’aeroporto di Bergen ci stupiamo subito del silenzio e precisione a cui non siamo abituati. Prendiamo la macchina che ci accompagnerà per tutti gli 8 giorni. Dopo il Tetris per entrare in macchina, noi7+7 valige, si parte si pranza alle 16 di pomeriggio al McDonald, carburante, spesa al supermercato. Finalmente ci mettiamo in viaggio verso il primo alloggio che si trovava a Tyssedal vicino alla prima vera tappa del viaggio. Arriviamo e troviamo il nostro alloggio sul fiordo di Sorfjorden: primo panorama unico.

All’aeroporto non abbiamo trovato un punto per fare il cambio della moneta ma grazie alla civiltà evoluta norvegese ovunque si può pagare con la carta anche i bagni e nelle bancarelle.

Giorno 2: sveglia ore 4e30 colazione, preparazione dei bagagli (poco prima aperti) si ricarica tutto in macchina, siamo pronti per la prima tappa della vacanza: escursione Trolltunga 900 m di dislivello 27 km di escursione, di cui siamo riusciti a risparmiarne 9 grazie al parcheggio si Megalitop pagato 60 euro, i migliori 60 euro mai spesi in vita mia.

Iniziamo la giornata con la pioggia che sarà la nostra fedele compagna per tutti i 18 km. Percorso molto impegnativo soprattutto a causa della pioggia che rendeva tutto scivoloso ma sembrava di essere su un altro pianeta, caratterizzato da cascate imponenti corsi d’acqua e rocce a picco sul lago. Trekking molto introspettivo e totalmente a contatto con la natura che ci ha pervaso come l’acqua che correva sopra sotto e in ogni dove fino alle ossa. La strada sembrava non finire mai ma l’arrivo al famoso Trolltunga, roccia sospesa 700 m sul lago Ringedalsvatnet, è stato stupendo, sia per la felicità di avercela fatta sia per la vista e l’imponenza di quel panorama.

La strada del ritorno è stata più difficile dell’andata sia per la stanchezza il freddo e la difficoltà nel ritrovare la strada, due di noi sono stati soccorsi al rifugio dalla guardia alpina, un bell’omone nordico che è stato molto gentile. Nonostante tutto siamo tornati tutti sani e salvi

Finalmente arrivati alla macchina ci togliamo i vestiti zuppi, ci scaldiamo e ci incamminiamo verso il primo supermercato per comprare viveri per la cena e verso l’alloggio.

Dopo tutte le vicissitudini della giornata non riuscivamo a trovare la casa, come l’abbiamo trovata? Incredibile ma grazie ad un amico super nerd siamo riusciti a trovarla tramite il Wi-Fi fornito dal nostro host, viva la tecnologia! Difficile da raggiungere ma è stata la casa più bella di tutta la vacanza (e anche una di quelle pagate meno) dotata di un’immensa vetrata che si affacciava su soggiorno e angolo cottura, tutta in legno con l’erbetta sul tetto e dotata di una vasca idromassaggio e sauna, il giusto premio per la fatica che avevamo fatto.
Cosa abbiamo imparato da questa giornata? Mai andare a fare escursioni non equipaggiati al massimo, se avremmo avuto tutti l’attrezzatura adatta e un impermeabile serio sarebbe stato tutto più facile.

Giorno 3: ci alziamo belli e riposati verso le 10 e decidiamo di saltare l’escursione prevista, ci godiamo la casa e i suoi confort dopo di che cerchiamo un ristorante vicino casa dove si mangino cose tipiche e che si trovi sulla strada per raggiungere Haugesund dove avevamo il terzo alloggio: un bellissimo camping sull’oceano. In Norvegia non è sempre necessario seguire un itinerario per vedere cose belle, anche girando a caso si trovano scorci bellissimi e paesaggi mozzafiato e per noi è stato così, siamo stati sorpresi soprattutto dal ponte di Stordabrua sospeso sull’acqua e circondato da isolotti e dai 165 m di cascata di Latefossen, questo è il bello della diretta cambiare piani all’ultimo e scoprire cose fantastiche!.

Giorno 4 e 5: Bergen, come descriverla con un’unica parola? È una bomboniera, super curata, colorata, e molto nordica abbiamo mangiato del pesce divino appena pescato al caratteristico porto di Bryggen, ci siamo persi nelle viuzze del centro, siamo saliti sulle 2 funivie: ulriken 643 e la Floyen che ti mostrano una fantastica visuale di Bergen dall’alto. A fine giornata ci incamminiamo verso Forde dove avevamo l’alloggio vicino alla 3 tappa cioè il lago Lovatnet

Giorno 6: lago Lovatnet e Loen abbiamo passato la giornata girando intorno al lago, mai vista acqua di quel colore e riflessi di quel genere, non ci sono altre parole per descriverlo se non viverlo in prima persona. Raggiungiamo l’alloggio presso Folva vicino Geirangerfijord che sarà l’ultima tappa del viaggio

Giorno 7 arriviamo e ci fermiamo al Flydalsjuvet roccia a picco sul fiordo Geirangerfijord, nominato patrimonio dell’umanità, visitiamo il paese di Geiranger, qui siamo saliti sul catamarano con cui abbiamo fatto il giro sul fiordo esperienza unica e assolutamente da fare una volta nella vita, dopo di che siamo risaliti in macchina e ci siamo avventurati sulla la strada delle aquile caratterizzata da ben 12 tornanti fermandoci in vari punti panoramici tra cui il più bello la terrazza di Ornevegen, per finire in bellezza la giornata sulla strada di ritorno abbiamo visto Dalsnibba che si trova a 1500 metri di altezza questo punto panoramico sovrasta il paese di Gerainger e il fiordo. Che dire giornata di paesaggi mozzafiato e colori unici.


Giorno 8 arrivo a Bergen giro per i souvenir e si va a prendere l’aereo.

Viaggiare è dare un senso alla propria vita, è donare la vita ai propri sensi. Viaggiare può diventare un obbiettivo, una motivazione, ti cambia, ti apre la mente gli occhi e il cuore.

 

Volete raccontare la vostra storia? Parlarci del vostro itinerario di viaggio?

Scrivimi a raccontimentenomade@gmail.com 🙂