Islanda in 7 giorni: Reykjavik e la costa Sud

Giorno 1:

Partenza da Keflavik dopo aver ritirato le vostre auto, subito in strada!

Tappa numero uno le cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss che troverete lungo la strada n.1 sulla vostra sinistra (entrambe si vedono già dalla strada..).

Prima però, il mio consiglio è quello di fermarvi in un supermercato per fare un pò di spesa.

Ricordatevi che l’acqua in Islanda è potabile da ogni rubinetto, basta farla scorrere per un pò fredda.

Giorno 2:

Mattinata dedicata alla strada per il suggestivo aereo abbandonato sulla spiaggia DC-3 Dakota ( qui trovate maggiori info a riguardo e come arrivarci con le coordinate )

Dopo aver pranzato, visita del bellissimo Jokulsarlon Glacier Lagoon (l’entrata principale la troverete dopo il ponte, sempre sulla sinistra) il più grande e conosciuto lago di origine Glaciale dell’Islanda.

Potrete soggiornare nelle vicinanze, senza arrivare necessariamente ad Hofn.

Giorno 3:

Oggi si torna di nuovo indietro in direzione Vik per visitare la Black Sand Beach e il promontorio di Dyrholaey.

Giorno 4:

Partenza presto da Vik per raggiungere il Golden Circle!

In questa zona vicino la capitale, potrete ammirare i suggestivi geyser di Geysir e Strokkur e le imponenti cascate di Gullfoss!

Dopodiché potrete raggiungere con tutta tranquillità la capitale Reykjavik.

Giorno 5 e 6

Giornate dedicate interamente alla visita della capitale Islandese.

Avrete la possibilità di fare shopping, visitare musei, la chiesa simbolo della città, Harpa o fare un giro alla ricerca dei bellissimi murales presenti in ogni angolo della città!

Inoltre, potrete fare Whale Watching per cercare di vedere le balene! Basta recarvi al porto e troverete le imbarcazioni e le agenzie che per un prezzo compreso tra i 70 e i 100 euro, vi porteranno a largo per una gita in barca di 3-4 ore.

Oltre a tutte queste attività, ricordatevi che ad appena 50km di distanza dalla capitale, potrete rilassarvi nelle rinomate (e costose!) terme del Blue Lagoon!

Ma mi raccomando di PRENOTARE con largo anticipo il vostro biglietto d’entrata per le terme sennò rischiate di restare senza!

Giorno 7:

Riconsegna delle vostre automobili e rientro a casa!

DC-3, l’aereo abbandonato in Islanda

La storia narra che nel novembre del 1973 il DC-3 fu costretto ad un atterraggio d’emergenza in seguito ad un guasto (ancora da chiarire la reale motivazione), sulla spiaggia Solheimasandur nelle vicinanze di Vik a sud dell’Islanda.

Fortunatamente il pilota fece un ottimo atterraggio di emergenza e riuscì a mettere in salvo tutto l’equipaggio, ma l’aereo con i gravi danni venne completamente abbandonato sul posto.

Anche se si può essere scoraggiati dalla lunga distanza, il DC-3 merita una visita se vi trovate da quelle parti. Un pò per il soggetto, un pò per l’ambientazione, potrete scattare delle foto veramente uniche.

Per arrivare all’aereo è necessario parcheggiare l’auto nel punto visibile nella mappa qua sotto e percorrere circa 4km all’andata (e altrettanti al ritorno) sulla strada che troverete davanti a voi.

Islanda in 7 giorni: Giro della Ring Road + Reykjavik

Giorno 1:

Una volta atterrati all’aeroporto di Keflavik il mio consiglio è quello di mettervi subito alla guida della vostra automobile e dirigervi verso VIK.

Il primo giorno lo dedicherete all’arrivo in Islanda, il ritiro dell’autovettura e lungo la strada per Vik, anche ad una bella sosta in un supermercato per fare una provvista di cibo e bevande (ricordatevi che l’acqua in Islanda è POTABILE da ogni rubinetto.. basta farla scorrere fredda per un pò).

Inoltre, già da oggi potrete immergervi nelle meravigliose cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss che troverete lungo la strada alla vostra sinistra (entrambi visibili dalla Ring Road, la strada principale).

(Circa 230 km totali di strada)

Giorno 2:

Sveglia presto per partire di buon orario e visitare la famosa Black Sand Beach di Vik e il vicino promontorio di Dyrholaey.

Tornando in un auto, potrete fermarvi per una pausa pranzo lungo le piazzole di sosta che troverete lungo la strada tra Vik e Hofn.

Nel pomeriggio, visita del bellissimo Jokulsarlon Glacier Lagoon (l’entrata principale la troverete dopo il ponte, sempre sulla sinistra) il più grande e conosciuto lago di origine Glaciale dell’Islanda.

Arrivo a Hofn

(280 km totali di strada)

Giorno 3:

Di nuovo in strada per cominciare la salita verso il nord dell’isola! La tappa di oggi vi porterà da Hofn a Egilsstadir.

Lungo la strada troverete paesaggi stupendi, che vi consiglio fortemente di fermarvi qualche minuto e goderne un pò.

Le strade per salire verso Egilsstadir sono 2; una è il proseguimento della Ring Road (numero 1) e l’altra è la numero 96 che percorre la costa.

La numero uno, in quella parte dell’isola, si addentra tra le montagne regalandovi panorami tra i più belli dell’isola a mio parare.

Quindi, se la trovate aperta (in alcuni periodi dell’anno viene chiusa per neve) godetevi quella strada!

Prima di arrivare a Egilsstadir, allungatevi lungo il lago che troverete sulla vostra sinistra fino a raggiungere Litlanesfoss. Un piccolo trekking di circa 2 ore di camminata, vi porterà ad ammirare altre 2 meravigliose cascate d’Islanda.

(256 km totali di auto)

Giorno 4:

Lungo la strada per Husavik, potrete ammirare sulla destra, il bellissimo sito di Krafla, una caldera di circa 10 km con una fenditura lunga 90km.

Il suo picco è di 818 m ed ha eruttato 29 volte!

Tornando sulla strada principale, alla vostra sinistra, prestate attenzione al Hverarönd che merita una veloce visita; pozze di acqua e di fango, solfatare, soffioni e fumarole naturali!

Adesso dritti verso Husavik.

(220 km totali)

Giorno 5:

Intera mattinata dedicata al Whale Watching di Husavik, tra i più famosi nell’Isola! Con una dose di fortuna, potrete ammirare Puffin e Balene!

(Se avete intenzione di fare il whale watching ad Husavik, vi consiglio vivamente di prenotarlo qualche giorno prima direttamente online o negli hotel \ B&B \ guesthouse che incontrate strada facendo.. vi forniranno tutte le informazioni per prenotare la vostra gita)

Il costo varia dai 70 ai 100 euro, ma posso garantirvi, balene permettendo, che sarà una delle esperienze più belle della vostra vita.

Nel pomeriggio, una visita alle imponenti cascate di Godafoss e poi in strada verso una lunga marcia verso Blonduos.

(235 km totali)

Giorno 6:

In questa parte del vostro tour vi aspetta uno dei tratti stradali più lunghi della vostra permanenza in Islanda!

Se siete in Islanda durante il periodo ESTIVO, le strade sono pulite dalla neve e dal ghiaccio e avete un auto 4x4, il mio consiglio è quello di non seguire la strada del navigatore (che vi guiderà ancora lungo la road n.1 fino a Reykjavik, ma di addentrarvi dentro la F35. Lungo quella strada dissestata, troverete paesaggi lunari e silenzio. Durante uno dei miei viaggi, ho avuto l’enorme fortuna di vedere un cucciolo di Volpe Artica (un animale molto raro da vedere in cattività) correre libero tra le distese Islandesi.

Cercate di arrivare nel primo pomeriggio lungo il “Golden Circle” per osservare nel pomeriggio Geysir e Strokkur (i geyser d’Islanda) e la cascata di Gullfoss.

Rientrerete un pò tardi in capitale, ma avrete un ultima dose di natura.

(287 km fino a Geysir passando per la road n.1 e poi altri 110 per tornare a Reykjavik.)

(210 km fino a Geysir passando per la strada F35 da PERCORRERE SOLO CON VETTURE 4x4 + altri 110 per arrivare a Reykjavik)

Giorno 7:

In base all’orario della vostra partenza per rientrare a casa, potete godervi la capitale Islandese, fare shopping o dirigervi verso Keflavik per una sosta al Blue Lagoon.

(Reykjavik – Keflavik sono circa 50 km)

Il sentiero più pericoloso del Mondo!

Il sentiero più pericoloso del Mondo si trova in Cina.
Ci sono stato nel Novembre del 2016, vi lascio qualche consiglio nel caso in cui vogliate farci una passeggiata anche voi 🙂

Conosciuto come uno dei sentieri più pericolosi del mondo, aperto a tutti è quello che si snoda sul Monte Hua (Hua Shan), una delle montagne sacre Cinesi, situata nella provincia di Shaanxi a circa 120 km ad est di Xi’An (famosa per i suoi Guerrieri di Terracotta).
Perché percorrerlo? Sicuramente chi si cimenta “nell’impresa” è alla ricerca di una scarica aggiuntiva di adrenalina ma anche del desiderio di ammirare paesaggi incontaminati e con viste decisamente mozzafiato!
L’importante è comunque non dimenticare mai la sicurezza che in questi casi è affidata ai moschettoni con cui dovrete legarvi alle apposite catene lungo il percorso.

Esistono diversi modi per raggiungere il Monte Hua, il più conveniente, sia per costi, che per tempistica, è sicuramente il treno che parte da Xi’An.
Ce ne sono diversi durante la giornata, a qualsiasi orario (potete controllare gli orari qui http://www.chinatrainguide.com/xian-railway-station/luoyang.html per la tratta XIAN -> HUAYIN che è il paese più vicino alla montagna).
Come potrete vedere, esistono 2 tipologie di treni, più lento ed economico, che impiega all’incirca 1 ora e 40 minuti, oppure il treno veloce, con costi più alti, che però impiega solo 25 minuti.
Una volta arrivati alla stazione di Huayin, troverete taxi e bus che vi porteranno davanti l’entrata del Monte Hua. (sicuramente la scelta del bus è la più economica e impiega all’incirca 20 minuti).
Una volta arrivati all’entrata, troverete una grande costruzione davanti a voi, da li, potrete pagare l’ingresso per la Montagna con servizio navetta che vi porterà fino alla stazione della Cabinovia o all’inizio dei 4.500 gradini che vi separano dal North Peak (punto di partenza per le altre cime Est, Sud e Ovest).
Nel mio caso, ho preferito la parte faticosa, ma che ripaga con stupendi paesaggi all’interno delle montagne.

Importante: non è richiesto un particolare allenamento per arrivare a piedi in cima al North Peak, ma ricordatevi che affronterete 4.500 gradini SOLO per arrivare alla prima tappa. Per percorrere l’intero sentiero, composto unicamente di gradini stretti ed alti, fino al South Peak (dove troverete il “sentiero più pericoloso del mondo”) vi aspettano 7.531 gradini.
Quindi valutate bene la cosa, soprattutto se come me, porterete con voi il vostro zaino.
In caso di maltempo e pioggia, probabilmente potrete essere bloccati dalla polizia locale che vi impedirà di salire a piedi e vi obbligherà ad usare la cabinovia per motivi di sicurezza.
Una volta arrivati in cima, potrete valutare se godervi il panorama e soggiornare in uno dei tanti ostelli (prezzi di ogni tipo, da 100 yuan per un letto in camerate miste da 18 persone, fino a 2.000 per camere private. Io ho soggiornato nella camerata mista e mi sono trovato bene, se non fosse per un tasso ALTISSIMO di umidità. Se decidete di dormire li nei mesi più freddi, vi consiglio vivamente di portare con voi un sacco a pelo.)

Per avventurarvi lungo il “Sentiero più pericoloso del mondo”, dovrete salire ancora gradini, fino al raggiungimento del Chang Kong Cliff Road (o Changong Zhandao). Li, pagherete per l’ingresso alla passerella e verrete messi in “sicurezza” con delle imbracature e moschettoni.
Vi aspetta una trave di legno lunga circa 4 metri, larga forse poco più di 20 centimetri, che attraversa un fantastico strapiombo verticale.
Il sentiero non è molto lungo, ma godetevelo il più possibile perché ne vale davvero la pena.

Il mio consiglio è quello di arrivare lì evitando i weekend, e se dormite in cima alla montagna, cercate di fare il sentiero di prima mattina in modo da essere in compagnia di poche altre persone (se non soli).
Ad ottobre, l’orario di entrata per il sentiero, erano le 7.30 del mattino ed eravamo davvero in pochi a farlo.
ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO a chi soffre di vertigini.
E’ veramente il “sentiero più pericoloso del mondo”? Non saprei dirvi ma sicuramente è un sentiero pericoloso!
E’ quindi fondamentale non sottovalutarlo, prestando la massima attenzione e concentrazione in ogni momento. Se fatto con la testa, non avrete niente di cui preoccuparvi.

Sono tornato ad essere Felice, viaggiando in solitaria.

Mi chiamo Edoardo Massimo Del Mastro, sono nato a Frascati, un paese in provincia di Roma e da qualche anno ho scoperto il piacere di Viaggiare in Solitaria. Cosa mi ha spinto a farlo? Un grande dolore, da cui pensavo di non uscirne più, invece grazie a tutto questo, sono riuscito a conquistare di nuovo me stesso e la mia felicità.

“Dove vai da solo? E’ pericoloso.”
Viaggiare in solitaria per me, equivale a quello che molte religioni, chiamano “Meditazione” o “Preghiera”.
Quando si viaggia da soli, si ha la possibilità di scoprirsi interiormente, ascoltare il proprio corpo, ma soprattutto la propria mente.
Molte persone ritengono che partire in solitaria è una necessità per evadere momentaneamente dalla propria vita. Per me non è esattamente così, equivale di più ad una ricerca interna di me stesso.
Naturalmente non nascondo l’adrenalina, la voglia di sentirsi in difficoltà ed uscirne da soli, conquistare un posto dopo averlo sognato, sudato, desiderato.
Ci sono centinaia di fattori che influiscono positivamente sulla mia persona che mi spingono ogni volta ad organizzarmi per partire da solo, anziché chiedere a qualche amico.
Mettersi in gioco, aver paura di non farcela e ricredersi.
Quando parlo alle persone dei miei viaggi, mi chiedono sempre perché l’ho fatto. Inizialmente mi davano anche dello “sfigato” perché pensavano che non riuscissi a trovare un compagno di viaggio.
Non mi serviva, o almeno, non per quello.
Questo non vuol dire privarmi di viaggiare con gli amici o con un gruppo di persone che non conosco.
Cerco solo di ritagliarmi del tempo per me.

Personalmente, viaggiare in solitaria mi ha davvero aiutato sotto molti aspetti, cosa che niente e nessun altro, era riuscito a fare per me, per aiutarmi a superare quegli ostacoli che inevitabilmente, in un momento o l’altro della vita, ti vengono messi di fronte.
Come si “guarisce” da qualcosa? Che sia una malattia, un amore finito, la perdita di una persona cara, un amicizia tradita o la perdita di un lavoro.
Si guarisce attraverso una cura, un percorso studiato passo dopo passo che ci permette alla fine, di stare meglio, di stare bene.

La mia cura, era riscoprirmi. Mi hanno consigliato di fare Yoga, di Pregare, Meditare, Leggere.
Ho fatto tutto questo, ma l’ho fatto Viaggiando e non stando chiuso in una stanza o in una chiesa.
Il pensiero di trovarmi tra quattro muri non faceva che peggiorare la mia situazione.
Così decisi di organizzare il mio primo viaggio in completa solitudine.
Avevo bisogno di natura, di verde, di silenzio e di montagna. Così nel giro di qualche giorno, presi una settimana di ferie dal mio lavoro e mi recai nella Baviera Tedesca.
Non mi serviva andare lontano, non serve quello.
Serve andare nel posto giusto. Ed io lo trovai proprio nel sud della Germania.
In quel viaggio, percorsi diverse centinaia di km con la mia mountain-bike, pedalai per diverse ore al giorno, senza compagnia, senza musica. Niente.
Avevo bisogno soltanto di me stesso, del mio corpo e soprattutto della mia mente.
Un pensiero che girava libero nella mia testa, appunto, una Mente Nomade.
Quando tornai da quel viaggio, non stavo benissimo, ma stavo decisamente meglio.
Non si raggiunge di nuovo la felicità, dopo qualche giorno. E’ sempre direttamente proporzionata alla delusione, al dolore, che abbiamo ricevuto.
Il mio percorso in totale, è durato 6 mesi, tra Aprile e Settembre del 2014, dove sono riuscito a scoprire una parte di me, che non pensavo ci fosse.

Nei miei Viaggi, ho scoperto cosa vuol dire essere autonomo. Adattarmi alle situazioni, dormire in strada, mangiare quello che mi capita. Restare a digiuno per diverse ore. Riposarsi e ripartire, in base alle proprie forze.
Ho imparato a saper stare in solitudine e a farmi compagnia da solo.
“Scoprendo il Mondo, Scoprirai Te stesso” è diventato il mio motto.
La strada è la vita, la strada è un ottima insegnante. Puoi fare esperienza, imparare nuove lingue, conoscere nuove culture, metterti alla prova.
Ti poni degli obiettivi, nella maggior parte dei casi, li raggiungi. Perché? Perché lo stai facendo per te stesso, per chi crede in te, nelle tue capacità e nella tua forza interiore.
Lasciati guidare dall’istinto. Se pensi che una strada sia migliore dell’altra, non esitare a prenderla. Non avere paura, ma non dimenticarti mai di viaggiare con la testa, col cervello. Ogni strada ti aprirà nuove esperienze di Vita che ti permetteranno nel tempo, di avere un bagaglio pieno zeppo di emozioni, sensazioni e avventure da raccontare.

Non buttarti nella mischia, crea confusione.
Viaggia libero dagli schemi, osserva il mondo da prospettive diverse. Rispetta la Natura, sempre. Nei momenti di difficoltà, sarà lei ad aiutarti.
Trova sempre il modo di curare il tuo corpo e di allenare la tua mente. Non sottovalutare mai il tuo percorso, perché non potrai mai sapere cosa ti aspetterà lungo la via.