Plastica: In Italia solo il 43% viene riciclato. Come ridurre il nostro consumo.

PLASTICA: In Italia solo il 43% viene riciclato.

Come ridurre il nostro consumo.

Nonostante l’impegno di milioni di Italiani, quello che facciamo per il nostro ambiente sul tema plastica, è ancora un grande problema. Negli ultimi anni il nostro paese ha portato all’80% la percentuale di recupero dei rifiuti, con passi da gigante sul fronte della raccolta differenziata, contendendoci con la Germania il primato europeo del settore.

Eppure solo il 43% di quello che gettiamo, viene realmente riciclato per dare vita a nuovi oggetti, il 40% finisce nei termovalorizzatori e il 16.5% in discarica! Lo scorso anno la quantità d

i plastica messa in commercio è aumentata del 2,3%, ma la raccolta è cresciuta del 14%. Fatichiamo a dare una seconda vita a quest’ingente mole di materiali.

Nel 1998 si raccoglievano 1.8kg di materiali polimerici per ogni singolo abitante, oggi invece parliamo di ben 18kg per cittadino. Negli ultimi anni, gli imballaggi in plastica avviati al recupero sono cresciuti di oltre il 60%, con un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.

Cosa possiamo fare? Ci sono piccoli consiglio d’oro, che se venissero rispettati in ogni famiglia, sicuramente potremmo fare un grandissimo passo in avanti.

NO ai bicchieri e piatti di plastica.

Lo so, lavare piatti e i bicchieri a mano, non piace neanche a me! Ma pensate che la maggior parte dei rifiuti di plastica proviene proprio dall’utilizzo quotidiano (e non) di piatti e bicchieri. Utili quando invitiamo a casa amici e parenti, ma se ci soffermassimo a pensare a quanto male stiamo facendo al nostro pianeta, forse potremmo limitarne l’utilizzo.

Consiglio; un pò di buona musica di sottofondo e quei 10 minuti nel lavarli a mano, non vi peseranno più di tanto 🙂 

NO all’acqua in bottiglia!

Molti pensano che l’acqua del rubinetto sia nociva, ma molto spesso ci dimentichiamo di quante sostanze sgradevoli si nascondono dentro le bottiglie di plastica. Da dove provengono, come sono state conservate. Fatta naturalmente eccezione dei casi dove ci sono state contaminazioni delle falde acquifere, l’acqua del rubinetto non fa assolutamente male. Potete tutelarvi contattando le autorità competenti.

Consiglio; prendete l’abitudine di portare con voi una borraccia e riempirla di volta in volta con l’acqua del rubinetto o delle fontane che potete trovare in giro per il vostro paese. Se non ce ne sono, con la scusa di un caffè al vostro bar di fiducia, potrete farvela riempire da loro. Oltre a fare del bene al pianeta, aiuterete il vostro portafogli! 

NO alle buste di plastica!

Perché nel 2019 ci riduciamo ancora ad acquistare ed utilizzare le buste di plastica (ad esempio) per fare la spesa? Accumulate poi in qualche cassetto della cucina (se arrivano intatte, visto la pessima consistenza!).

Consiglio; acquistatene una che non sia usa e getta e più resistente! Ogni volta che uscite di casa per andare a fare la spesa, portatela con voi.

NO alle cannucce di plastica!

A meno che voi non siate un bambino che ha difficoltà nel bere direttamente dal bicchiere, evitate di chiedere (o di comprare) le cannucce di plastica.

NO ai detersivi confezionati!

Esistono tantissime alternative ai detersivi confezionati, come ad esempio quello di produrli da soli in casa. Aceto, bicarbonato di sodio, limone.. Tutti ingredienti che solitamente possiamo trovare in giro per casa e che hanno proprietà sgrassanti, igienizzanti e disinfettanti! Per un ulteriore chiarimento su questa parentesi, vi invito a leggere questo post di IdeeGreen!

 

Sostieni il mio progetto ANTARTIDE 2020! – Trovi tutte le informazioni cliccando qui! #wecansaveourplanet

Bambino di 3 anni sopravvissuto a -20° insieme all’amico orso.

Storie al limite dell’incredibile, orso o no, questo bambino di tre anni è sopravvissuto in completa solitudine con temperature intorno ai -20°.

Casey Hathaway si era perso nel bosco con temperature rigidissime, vicino ai -20°. Da quando è stato trovato racconta a famigliari e poliziotti, di essere stato aiutato da un orso.

Tre notti nel bosco, sopravvissuto grazie all’aiuto di “un orso amichevole”. E’ l’assurda vicenda, raccontata dal bambino in queste ultime ore a chiunque gli stia facendo domande sull’accaduto. Casey è un bambino di tre anni, americano, che si era perso per ben due notti tra i boschi del Nord Carolina, con temperature vicino ai -20° e forti piogge.

Alla rivista Guardian, lo sceriffo della contea di Craven, Chip Hughes ha detto “ha avuto un amico tra i boschi che lo ha accompagnato ed era un orso”.

I boschi di quello stato sono famosi per essere l’habitat di molti orsi neri.

Il bambino era scomparso il 22 gennaio: si trovava ad Ernul, nella casa della nonna. Stava giocando nel cortile, ma non è mai rientrato. È stato trovato mentre si riparava dal freddo tra dei rovi, tremante ma illeso. Quando si era perso le condizioni meteorologiche erano così dure da costringere i soccorritori a sospendere le ricerche, aspettando per un miglioramento.

La zia del piccolo Casey, Breanna Hathaway, ha raccontato la versione del bambino con un post sul suo profilo Facebook: “Ha detto di essere stato con un orso per due giorni. Dio gli ha mandato un amico che lo potesse tenere al sicuro. Dio è un buon Dio. I miracoli accadono”, ha scritto.

Una storia che ha dell’incredibile, che sicuramente ha suscitato interesse da parte di ogni angolo del mondo!

Fantasia del bambino o meno, Casey avrà sicuramente una storia da raccontare per molti anni ancora..!

Una pausa dal mondo e dalla società, in un luogo incantato

Avete presente quei momenti in cui vorreste staccare da tutto e da tutti e recarvi in un posto unico e quasi completamente isolato?

Questo è probabilmente l’hotel che fa per voi!

Siamo nel nord della Norvegia, giù precisamente nella piccola isola di Fordypningsrommet, oltre il Circolo Polare Artico.

Fondata dal musicista norvegese Havard Lund nel 2014, la proprietà è composta da dieci cabine separate costruite esclusivamente per gli artisti per potergli permettere di riflettere e creare.

Da qualche tempo, ha deciso di “ampliare” la sua clientela, aprendo le porte anche ai visitatori che avranno il tempo (e la disponibilità economica) per soggiornare lì.

Ogni edificio svolge un ruolo importante: ci sono cinque cabine letto (che possono ospitare fino ad un massimo di 15 persone), due cucine, uno stabilimento balneare, una sauna, un molo e una struttura sopraelevata dove si può unicamente sedere per ammirare il paesaggio che lo circonda.

E’ possibile soggiornare nell’intera isola, con un costo di circa 3.500 dollari a settimana.

Arrivarci non è facile, ci sono diversi voli e traghetti da prendere 🙂

In questa isola, non ci sarà nulla. Non ci sono strade, non ci sono automobili, negozi o altre presenze umane.

Gli ospiti dovranno portare con se tutto il necessario per “sopravvivere” l’intera settimana.

Che dite, non male vero?

Forse nel 2020 vi ci porterò con i miei Viaggi di Gruppo…. 🙂

Per maggiori info sulla struttura, potete visitare il sito ufficiale

La figlia hostess a lavoro durante il Natale: Il padre prenota 6 voli per stare con lei.

Quella che ho appena letto dal profilo facebook di Myke Levy è una storia INCREDIBILE. (cliccando sul nome, potrete collegarvi al suo profilo).

Hal (il signore con gli occhiali nella foto in basso a sinistra), padre di Pierce Vaughan (nella foto a destra), assistente di volo per la Delta Airlines, ha deciso di acquistare 6 voli per trascorrere il 24 e il 25 di Dicembre in compagnia di sua figlia, volando da una parte all’altra del paese senza una meta, ma con il solo obiettivo di trascorrere le feste di natale accanto a sua figlia!

A raccontare la storia è appunto Myke Levy, un ragazzo di ritorno a casa, che evidentemente incuriosito dal rapporto padre-figlia tra i due, aveva fatto delle domande ad Hal, scoprendo questa stupenda storia.

Il suo post su facebook, al momento è stato condiviso da oltre 32.000 persone, facendo velocemente il giro del mondo!

Che meraviglia! Non trovate?

 

Un racconto sul Canada

Quando mi è arrivato il testo che state per seguire, subito mi è tornata in mente la mia esperienza in Canada  di un paio di anni fa. Posti pazzeschi, paesaggi sconfinati e penso ogni giorno a trovare del tempo per tornarci! Il racconto lo ha scritto Serena, partita per migliorare il suo inglese. A me è piaciuto molto. Ci tenevo a condividerlo anche con voi!

Il mio racconto sul Canada di Serena Pennella

 

Sono fortunata, so di essere fortunata.

Sono partita per migliorare il mio inglese, sono andata in Canada, sono tornata da lì che non solo sapevo parlare molto meglio la lingua.

Sono tornata sapendo nuove parole in portoghese; ho migliorato il mio spagnolo, ho conosciuto tanta nuova gente; i miei occhi si sono riempiti di paesaggi bellissimi e mi sono innamorata ancora.

Ogni viaggio che fai ti porta a innamorarti, e il Canada mi ha rubato il cuore.

Quando torni sei pieno di nuovi ricordi, spesso neanche te ne accorgi, che ti aiutano ad aprirti la mente.

 

Sono sempre stata descritta come una persona da larghe vedute e penso di essere davvero migliorata una volta tornata in Italia.

Il Canada è sempre stato una sorta di sogno lontano, un posto pieno di pace e tranquillità. E ora posso confermare che è davvero in questo modo.

Non ha diminuito le mie aspettative e nello stesso tempo mi ha fatto capire che è meglio immaginare meno e piuttosto viverle le cose.

Precisamente sono stata in Quebec, a Montreal, ma ho girato lì intorno. Il mio viaggio, durato più di un mese, si può suddividere in varie fasi che cercherò di riassumerle qua sotto.

Le mie prime due settimane le ho passate girando il più possibile, sono partita da ciò che più mi era vicino.

Sono stata ospite di una cara amica d’infanzia di mia mamma, anche lei venezuelana trasferitasi dopo il matrimonio. Abita a Longueil, un paese vicino a Montreal. È davvero bellissimo, ricorda star-hollow di “Una mamma per amica”.

Ho girato quella cittadina in bici, ma si può vedere anche a piedi. È caratteristica e colorata, l

In centro a Longueil c’è la bellissima cattedrale di Sant’Antonio di Padova, l’ingresso è gratuito e nel piano sotto c’è un museo dedicato alla città. Lì ho incontrato un giovane ragazzo che faceva da guida e gentilmente si è offerto di mostrarmi tutto il museo, in inglese. È stato interessante e un primo approccio al buon comportamento delle persone. Il Canada è famoso per il loro carattere pacato e cordiale.

Avendo molto tempo ho deciso di girare non solo in quella zona, ma anche nelle città più vicine, sono partita la seconda settimana di agosto.

Potevo non andare alle cascate del Niagara? O a Toronto?

Il viaggio è durato all’incirca tra le 6 e le 7 ore, è stato tutto sommato piacevole.

In Canada le autostrade sono gratis (pagano molte più tasse di noi) ed enormi, le corsie sono il doppio di quelle italiane. Anche i limiti di velocità sono differenti, sono molto più bassi rispetto ai nostri con un massimo di 100 km/h in autostrada.                                                                                   

In ogni autogrill si può trovare una nota catena canadese: “Tim Horton”, dove si può prendere il caffè, brioches, donuts o hamburger. È una vera istituzione in tutto il Continente.

La prima tappa sono state le Cascate. Siamo subito andati in hotel, il classico motel da film, e poi a mangiare. Anche lì il meteo, come in quasi tutto il Canada, è molto variabile: appena arrivati pioveva a dirotto, il tempo di un pranzo ed è uscito il sole e insieme una temperatura calda. I canadesi sono abituati a questi cambiamenti durante tutto l’anno.

Quando uno pensa a questo luogo, molto spesso si immagina una sorta di riserva naturale dove da vedere ci sono solo le cascate e nient’altro. Invece la città è una mini-Las Vegas, piena di attrazioni colorate e negozi di ogni genere, una sorta di parco giochi per adulti e bambini. La strada che ti porta sul Belvedere è piena di musei particolari, stravaganti e ristoranti affollati. Noi abbiamo deciso di visitare la mostra permanente sul Guinness dei primati, molto interessante e divertente.

Ufficialmente le cascate del Niagara sono al confine tra Canada e stati uniti, sono situate nella parte statunitense, ma si vedono meglio dalla parte canadese.

La vista è meravigliosa e a pagamento si può andare su dei battelli che ti portano vicinissimo. Il costo si aggira sui 30 dollari canadesi, il servizio è davvero efficiente. Da quando compri il biglietto fino a quando sali passano giusto 10 minuti. Offrono gratuitamente una protezione di plastica/poncho (rosa per la parte canadese e blu per quella statunitense) e si parte.

Prima ci si avvicina a quella più piccolina e sconosciuta, poi si passa alla sorella.

L’emozione di vederle da vicino è qualcosa di unico e indescrivibile. Senti l’acqua, il vento e la loro potenza sul tuo viso. Un’esperienza che ti lega con la natura in un modo che davvero non avrei mai creduto.

Per il resto la città del Niagara non offre troppo, ci sono piccoli parchi divertimento e un casinò.

Siamo rimasti due giorni alle cascate e poi siamo andati a Toronto, che dista circa 2 ore da lì.

È una città incredibile, la New York del lato est del Canada, piena di grattacieli e di vita, situata sulla costa del lago Ontario.

Avendo solo un giorno ho deciso di non stressarmi e correre di qua e di là, ma di passeggiare e vedere cosa mi offriva la città. L’unica attrazione che ho programmato è stata la CN tower, la quale con i suoi 553 metri di altezza è una delle torri più alte del mondo. La vista da sopra è spettacolare, si vedono benissimo tutti i grattacieli che da quella altezza sembrano pure bassi, e a renderla grandiosa il merito è anche del lago. Così enorme che anche da lì sopra non riesci a vedere la fine, sembra un vastissimo oceano.

Tutto sommato sono rimasta felice della mini-giornata a Toronto.

È un misto di nuovi palazzi piena di gente elegante e piccole vie colorate con ristoranti provenienti da tutto il mondo.

Tornata da questo “viaggio nel viaggio” ho iniziato un corso d’inglese a Montreal, è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Effettivamente molti hanno criticato la mia scelta: “vai in un posto dove parlano francese per imparare l’inglese?”

Invece a dispetto loro io sono rimasta entusiasta della mia scelta perché ho potuto vivere un’esperienza di realtà bilingue, e questo mi ha solo arricchita di più.

Il Quebec è l’unica regione o stato canadese in cui la prima lingua (non ancora ufficialmente però) è il francese.

Il loro è un mix, ed è divertente vedere come ogni persona parla benissimo entrambe le lingue. È stato bello confrontarmi con un posto del genere.

La scuola era davvero organizzata bene, il loro focus principale era di farti apprendere la lingua. Tant’è che all’interno della struttura è obbligatorio parlare in inglese o in francese, al terzo richiamo possono tranquillamente espellerti.

Le lezioni si dividono in skill, grammar e conversation. Le classi sono composte da un massimo di 12 persone, e all’inizio per decidere la tua ti sottopongono a un test di livello.

La mia classe era davvero mista, piena di sud americani (molti del Brasile) ma anche di giapponesi o coreani. Ero l’unica italiana nel gruppo e questo era fattore di popolarità. All’estero vedono l’Italia come un paradiso dove si mangia davvero bene.

Il cibo in Canada non è male, il piatto tipico del Quebec sono le poutine, ovvero patatine fritte ricoperte di una salsa agrodolce, feta a fette e quello che vuoi tu (esempio wurstel, prosciutto ecc..). Le ho assaggiate con sopra gli straccetti di maiale e devo ammettere che erano davvero buone.

Per il resto mangiano in modo vario, e puoi trovare qualsiasi cosa ovunque.

Durante il mio periodo scolastico, durato 2 settimane, ho avuto modo di girare per bene Montreal. Ho fatto amicizia con ragazzi brasiliani e messicani, e insieme organizzavamo gite dopo le lezioni.

Vicino alla nostra scuola c’èra una delle vie più famose della città, Rue Sant Catherine. Conosciuta come la via dei negozi, e dei locali. Spesso mangiavamo in un posto chiamato “Wharenhouse”, carino perché era vario ma al prezzo fisso di 5.95 dollari canadesi. Lungo quella via c’era anche un cinema, siamo andati a vedere gli incredibili 2 in inglese. Anche il cinema è strutturato in modo diverso rispetto a quello italiano: non ci sono posti assegnati, puoi entrare in sala mangiando di tutto e l’immancabile Tim Horton è presente e vende ciambelle e caffè per il pre o post film.

Spesso a orario del tramonto andavamo all’Old porto, un posto magico, con la ruota panoramica e il lungo fiume. Pieno di bancarelle artigianali e di food truck.

Puoi trovare anche pedalò, moto d’acqua e una triste spiaggia artificiale che si affaccia solo sul fiume.

Un giorno abbiamo fatto una specie di escursione a Mont-Royal, la montagna più alta di Montreal, che in realtà è bassina giusto 223 metri. Però offre una bella vista e dei boschi enormi da attraversare e passeggiare. Tutta l’area è piena di scoiattoli, e di persone che cercano di nutrirli. Lungo una di quelle stradine abbiamo incontrato due bambine che vendevano limonata, e chiaramente ne abbiamo presa una, sembrava proprio la classica scena da film americano.

Montreal offre molti posti da vedere e visitare oltre quelli già menzionati, per esempio c’è lo stadio Olimpico, dove gli atleti si allenano, soprattutto i nuotatori.

Inoltre nella zona centrale c’è la bellissima Place des Artes, una piazza moderna abbellita da fontane e fiori.

Una chiesa da vedere è sicuramente la basilica di Notre-Dame, l’unica dove bisogna pagare per entrare, ma credetemi ne vale davvero la pena. È proprio in stile Disney, è magica e piena di vetrate colorate. L’atmosfera dentro è quasi mistica.

Altro luogo must-have è l’isole Jean Drapeau, si raggiunge facilmente con la metro, una volta lì ci sono vari posti da vedere: per esempio la Biosphere, una sorta di museo dedicato all’ambiente in un modo non convenzionale e molto stimolante. Sempre sull’isola c’è una piscina enorme, una torre dove si può vedere il ponte che collega l’isola a Montreal e di conseguenza anche la città. Inoltre quasi tutti i weekend ospita grandi festival musicali per giovani, e ho potuto costatare che l’affluenza è decisamente alta.

Infine per quanto riguarda il clima canadese, si riconosce subito, fino al 15 agosto c’è stato caldo e bel tempo, ma dopo e non scherzo ma dal 16 preciso, le temperature hanno iniziato ad abbassarsi. La mattina c’era quasi freddo, e la sera pure.

Solo durante il giorno se c’era il sole potevi aspirare a il caldo estivo.

Montreal è comunque ben organizzata contro il freddo, c’è tutta una città sotterranea collegata dalle metro, che permette di non uscire durante l’inverno, quando le temperature raggiungono davvero molti gradi sotto lo zero

La penultima settimana non sono rimasta in Canada, ho comprato i biglietti dell’autobus e dopo 8 ore sono arrivata a New york. Purtroppo quello è un capitolo a parte, ci sarebbe da raccontare veramente tanto su quella bellissima città. Davvero amazing!

L’ultima settimana è stata tranquilla, abbiamo rigirato i posti più belli di Montreal, ma non ci siamo limitati solo a quello.

Un pomeriggio siamo andati in una cittadina vicino che si chiama Chambly. Un posto che ricorda molto le fiabe, o comunque un posto magico e romanzato. Lì il fiume San Lorenzo diventa una sorta di lago, per poi restringersi e continuare il suo percorso.

Ho avuto modo di fare Kayak, davvero rilassante. Rimanevo ferma in mezzo al lago, sentivo la brezza toccarmi il viso e mi sentivo felice.

Ci sono poi ritornata a Chambly per il festival della birra, che si teneva in un enorme parco. Era pieno di stand diversi, con ogni tipo di birra come per esempio quella al gusto di sciroppo d’acero. Oltre alle bevande chiaramente c’erano ogni tipo di food truck.

Posso confermare dopo il mio viaggio che il Canada è davvero un paese cordiale, pieno di persone che ti fanno sentire a casa. È un continente che offre veramente tanto, ed è pieno di paesaggi bellissimi.

Non vedo l’ora di tornarci e chissà magari vedere l’altra costa sta volta.

Tutta la bellezza del Canada atlantico, da Toronto all’isola del Principe Edoardo

Dopo la storia di un viaggio nel Canada occidentale, oggi scriviamo della costa atlantica della terra della foglia d’acero, facendo un tour nelle città più famose e nei parchi più belli. Ecco i nostri suggerimenti sui migliori luoghi da visitare.

Toronto

Il nostro viaggio inizia a Toronto, città dalle mille culture e dalle mille sfaccettature. Sotto la sua famosissima CN Tower si snodano tante vie che portano inaspettatamente dentro mercati colorati pieni di cibo e persone, aspettando che arrivi la sera ricca di eventi culturali e musicali. Una città estremamente accogliente tutta da scoprire!

 

Le 1000 isole di Kingston

A Kingston si trovano quasi 1800 isolotti, perfettamente visibili da una lunga strada panoramica, ma anche dalle barche turistiche che offrono tour ravvicinati. L’atmosfera è antica e molto romantica, con la bruma che offusca i contorni e vi riporta indietro nel tempo…

Ottawa

La capitale del Canada, ricca di musei ed eventi culturali. Se vi piace pattinare, il ghiaccio sul Rideau Canal è il posto perfetto, la pista più lunga del mondo! Il famoso ByWard Market vi accoglierà con tantissime sorprese e colori sgargianti, poi un salto alla Torre dell’Orologio sulla Collina del Parlamento, sulla sponda del fiume che attraversa questa bellissima città, e alla Basilica di Notre Dame, un capolavoro dello stile gotico e un pizzico di barocco.

Montreal

Anche a Montreal troviamo una Basilica di Notre Dame altrettanto bella, in stile neogotico, ma chiunque vada a visitare la città si innamora del cibo! Montreal è famosa anche per i suoi ristoranti, oltre 5000 con più di 80 cucine diverse. Non stupisce, vista la multiculturalità della città: è presente anche una cospicua minoranza di italiani, se sentite nostalgia di casa…

Quebec City

Capitale della regione del Quebec, è una delle città più belle del Canada, con oltre 400 anni di storia. L’atmosfera è molto caratteristica e romantica, nella parte vecchia della città ci si perde tra i dedali di stradine sotto le mura in pietra piene di artisti di strada e piccoli cafè. Uno dei monumenti più visitati è lo Chateau Frontenac, un hotel con una storia di oltre 120 anni, sempre aperto.

Halifax

E finalmente, sempre più a nord, la capitale della provincia della Nuova Scozia! Halifax è una cittadina dalla popolazione giovanile, con moltissimi eventi culturali, botteghe d’arte e edifici storici. L’aria è gioiosa e accogliente e non di rado gli abitanti intrattengono i turisti con storie antiche di pirati, tesori e velieri, ma anche della celebre e triste esplosione…Non lontano dalla città si trova il piccolo borgo di Peggy’s Cove, abitato da meno di 50 persone, tutti pescatori: un’atmosfera da non perdere.

Prince Edward Island

Comunemente chiamata PEI, dà il nome alla regione ed è un’isola da favola, con le sue spiagge colorate di tinte calde, panorami di campagna, campi e antiche case coloniche. Si dovrebbe avere il tempo di girare tra i villaggi di pescatori disseminati sulle rive, per poi visitare la città principale, Charlottetown: l’architettura coloniale la fa da padrona, ma ci sono anche moltissimi parchi e giardini. La sua importanza storica come sede di trattative politiche le ha dato il nome di Canada birthplace, il luogo di nascita del Canada unito.

Consigli per organizzare questo splendido viaggio nel Canada orientale

Organizzare un viaggio dall’altra parte del mondo non è mai semplice, con tutte le possibilità aperte su luoghi e mezzi per spostarsi.

La buona notizia dal 2016 è che, a meno che non vorrai restare più di 6 mesi, non avrai bisogno di un visto, ma solo di un diverso documento che richiede molto meno tempo di attesa. Parliamo del cosiddetto ETA che devi richiedere almeno 72 ore prima della partenza. Puoi trovare ulteriori informazioni sul sito canadese dedicato: http://www.cic.gc.ca/english/visit/eta-start-it.asp

Se trovi l’impresa ancora troppo impegnativa, c’è anche la possibilità di chiedere a esperti che offrono tour organizzati in Canada che sanno quando, come e dove andare sulla costa atlantica. Visto che si tratta di un viaggio che la maggior parte di noi fa solo una volta nella vita, è bene escludere ogni eventuale ostacolo.

Le province atlantiche del Canada ti attendono!