Sono tornato ad essere Felice, viaggiando in solitaria.

Mi chiamo Edoardo Massimo Del Mastro, sono nato a Frascati, un paese in provincia di Roma e da qualche anno ho scoperto il piacere di Viaggiare in Solitaria. Cosa mi ha spinto a farlo? Un grande dolore, da cui pensavo di non uscirne più, invece grazie a tutto questo, sono riuscito a conquistare di nuovo me stesso e la mia felicità.

“Dove vai da solo? E’ pericoloso.”
Viaggiare in solitaria per me, equivale a quello che molte religioni, chiamano “Meditazione” o “Preghiera”.
Quando si viaggia da soli, si ha la possibilità di scoprirsi interiormente, ascoltare il proprio corpo, ma soprattutto la propria mente.
Molte persone ritengono che partire in solitaria è una necessità per evadere momentaneamente dalla propria vita. Per me non è esattamente così, equivale di più ad una ricerca interna di me stesso.
Naturalmente non nascondo l’adrenalina, la voglia di sentirsi in difficoltà ed uscirne da soli, conquistare un posto dopo averlo sognato, sudato, desiderato.
Ci sono centinaia di fattori che influiscono positivamente sulla mia persona che mi spingono ogni volta ad organizzarmi per partire da solo, anziché chiedere a qualche amico.
Mettersi in gioco, aver paura di non farcela e ricredersi.
Quando parlo alle persone dei miei viaggi, mi chiedono sempre perché l’ho fatto. Inizialmente mi davano anche dello “sfigato” perché pensavano che non riuscissi a trovare un compagno di viaggio.
Non mi serviva, o almeno, non per quello.
Questo non vuol dire privarmi di viaggiare con gli amici o con un gruppo di persone che non conosco.
Cerco solo di ritagliarmi del tempo per me.

Personalmente, viaggiare in solitaria mi ha davvero aiutato sotto molti aspetti, cosa che niente e nessun altro, era riuscito a fare per me, per aiutarmi a superare quegli ostacoli che inevitabilmente, in un momento o l’altro della vita, ti vengono messi di fronte.
Come si “guarisce” da qualcosa? Che sia una malattia, un amore finito, la perdita di una persona cara, un amicizia tradita o la perdita di un lavoro.
Si guarisce attraverso una cura, un percorso studiato passo dopo passo che ci permette alla fine, di stare meglio, di stare bene.

La mia cura, era riscoprirmi. Mi hanno consigliato di fare Yoga, di Pregare, Meditare, Leggere.
Ho fatto tutto questo, ma l’ho fatto Viaggiando e non stando chiuso in una stanza o in una chiesa.
Il pensiero di trovarmi tra quattro muri non faceva che peggiorare la mia situazione.
Così decisi di organizzare il mio primo viaggio in completa solitudine.
Avevo bisogno di natura, di verde, di silenzio e di montagna. Così nel giro di qualche giorno, presi una settimana di ferie dal mio lavoro e mi recai nella Baviera Tedesca.
Non mi serviva andare lontano, non serve quello.
Serve andare nel posto giusto. Ed io lo trovai proprio nel sud della Germania.
In quel viaggio, percorsi diverse centinaia di km con la mia mountain-bike, pedalai per diverse ore al giorno, senza compagnia, senza musica. Niente.
Avevo bisogno soltanto di me stesso, del mio corpo e soprattutto della mia mente.
Un pensiero che girava libero nella mia testa, appunto, una Mente Nomade.
Quando tornai da quel viaggio, non stavo benissimo, ma stavo decisamente meglio.
Non si raggiunge di nuovo la felicità, dopo qualche giorno. E’ sempre direttamente proporzionata alla delusione, al dolore, che abbiamo ricevuto.
Il mio percorso in totale, è durato 6 mesi, tra Aprile e Settembre del 2014, dove sono riuscito a scoprire una parte di me, che non pensavo ci fosse.

Nei miei Viaggi, ho scoperto cosa vuol dire essere autonomo. Adattarmi alle situazioni, dormire in strada, mangiare quello che mi capita. Restare a digiuno per diverse ore. Riposarsi e ripartire, in base alle proprie forze.
Ho imparato a saper stare in solitudine e a farmi compagnia da solo.
“Scoprendo il Mondo, Scoprirai Te stesso” è diventato il mio motto.
La strada è la vita, la strada è un ottima insegnante. Puoi fare esperienza, imparare nuove lingue, conoscere nuove culture, metterti alla prova.
Ti poni degli obiettivi, nella maggior parte dei casi, li raggiungi. Perché? Perché lo stai facendo per te stesso, per chi crede in te, nelle tue capacità e nella tua forza interiore.
Lasciati guidare dall’istinto. Se pensi che una strada sia migliore dell’altra, non esitare a prenderla. Non avere paura, ma non dimenticarti mai di viaggiare con la testa, col cervello. Ogni strada ti aprirà nuove esperienze di Vita che ti permetteranno nel tempo, di avere un bagaglio pieno zeppo di emozioni, sensazioni e avventure da raccontare.

Non buttarti nella mischia, crea confusione.
Viaggia libero dagli schemi, osserva il mondo da prospettive diverse. Rispetta la Natura, sempre. Nei momenti di difficoltà, sarà lei ad aiutarti.
Trova sempre il modo di curare il tuo corpo e di allenare la tua mente. Non sottovalutare mai il tuo percorso, perché non potrai mai sapere cosa ti aspetterà lungo la via.

Magic Bus (Into the Wild); Miti e Leggende da sfatare!

Nel corso di questi anni, ne ho sentite davvero tante in merito al Magic Bus divenuto famoso per il film “Into the Wild” che si trova in Alaska, lungo lo Stampede Trail (Healy).

“E’ stato rimosso anni fa perché pericoloso, lo ha detto anche una famosa testata giornalistica italiana”
“E’ impossibile arrivarci e anche se fosse, non ci si può entrare”
“La presenza di Draghi rende difficilissimo e pericolosissimo il percorso”

[AGGIORNATO A GIUGNO 2017]

Chi mi segue da almeno un anno, sa quanto la mia passione per l’Alaska, il film Into The Wild e la storia di Christopher McCandless sia ormai parte della mia vita.
A cavallo tra Marzo e Aprile del 2016 sono stato li, in un viaggio in solitaria, dove attraverso un trekking di circa 80km sono riuscito ad arrivare al famoso “Bus”.
(qui articolo del viaggio) – (qui link al video)

Oggi, scrivo questo articolo perché esiste talmente tanta confusione su questo argomento, che è giusto fare un pò di luce.
Innanzitutto, la bugia più GRANDE divulgata anche da testate giornalistiche Italiane, è quella del
“E’ STATO RIMOSSO ANNI FA PERCHE’ PERICOLOSO.”
FALSO.
Il Magic Bus è ancora li!
La notizia fu inizialmente divulgata da una testata giornalistica americana che voleva, in qualche modo, interrompere il flusso (esagerato) di persone inesperte che pretendevano di avventurarsi in un trekking di MINIMO 3 giorni nella natura selvaggia dell’Alaska con scarpe da ginnastica, zaino con 30kg dietro e una preparazione fisica pari a chi durante l’anno, ogni giorno non muove un dito e non si alza dalla sedia neanche per andare al bagno.
Questo non vuol dire che per percorrere lo Stampede Trail serva una preparazione fisica degna di un campione Olimpico, ma non si possono avere grandi pretese da chi non svolge MAI attività fisica, mentalmente non pronto e mal informato sul percorso che dovrà percorrere.

Per percorrere lo Stampede Trail ci sono DUE ALTERNATIVE:
La prima è quella in stagione INVERNALE (dipende dalla stagione, dalla pioggia, dal caldo, dalla Neva, ma non si consiglia di percorrerlo a fine marzo. Lo so, io l’ho fatto, ma ho avuto cu*o nel trovare ancora molta neve).
PRO:
1) Assenza di Orsi, visto il periodo di letargo
2) Neve e ghiaccio permettono il passaggio SOPRA il famoso fiume Teklanika
CONTRO:
1) Freddo, tanto. Ci troviamo in ALASKA, una delle nazioni più Fredde della terra.
2) Neve e ghiaccio potrebbero rallentare i vostri movimenti visto il terreno e l’abbigliamento
3) Difficoltà nel seguire un sentiero (non tracciato) ma sicuramente più impegnativo con la presenza di neve

Seconda Ipotesi, quella ESTIVA (fine agosto, settembre, quando la neve ancora non cade e il fiume non è in piena, ma anche qui è tutto in mano a Madre Natura).
PRO:
1) Sentiero più visibile, anche se NON TRACCIATO
2) Ci si può muovere con più facilità e con abbigliamento più comodo
3) Temperature decisamente più amorevoli.
CONTRO:
1) Presenza di animali selvatici, tra i più pericolosi, naturalmente, gli ORSI
2) Bisogna guadare il Teklanika river che potrebbe essere sia una cosa divertente, sia indimenticabilmente orribile. Guadare un fiume, soprattutto della larghezza del Teklanika, non è assolutamente facile. Bisogna tenere conto delle correnti e di quanto quel fiume è in piena oppure no (dovuto allo scioglimento dei ghiacciai e della neve del passato inverno)

COME ORIENTARSI?
Personalmente, mi sono orientato solo con le coordinate GPS! Con la neve è praticamente impossibile orientarsi solo con le proprie capacità senza rischiare di perdersi.
E se ci si perde li, sono cavoli.
Facendo delle ricerche sul web si trovano molti siti (italiani e americani) che hanno tracciato il percorso e segnato riferimenti GPS da seguire con i propri strumenti.

DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI
Altro argomento trattato spesso sul web e sui gruppi di viaggio Facebook, sono i FALSI DIVULGATORI di notizie, consigli e tutto ciò che riguarda un argomento MOLTO DELICATO che loro non hanno MAI affrontato.
In un area di servizio vicino Healy (il paese più vicino dall’entrata dello Stampede trail) esiste una COPIA del Magic Bus (utilizzata anche nel film per alcune riprese) dove è possibile, senza impegni fisici ne altro, fare una foto di fronte al Bus.
Qui di seguito, le foto per farvi vedere la differenza:
Ecco dove fisicamente, ad oggi, si trova il Magic Bus Originale

Come vedete, intorno al Magic Bus non c’è NULLA, se non natura, alberi e ancora alberi a differenza della foto che segue qui sotto, della COPIA presente nell’area di servizio (foto presa del web, non sono mai stato li e non so darvi consigli su come raggiungerlo)

Come vedete nell’ultima immagine, la “copia” apparentemente identica all’originale, si trova in un luogo che sullo sfondo presenta una recinzione (si vede anche sulla destra dell’immagine, oltre che in grande sulla sinistra). Facendo particolare attenzione, esistono altri dettagli che differenziano i due bus.

Perché dire tutto questo?
Sapendo di dovervi trovare nella condizione di organizzare il vostro trail verso il Magic Bus, vi affidereste mai a persone che fingono di esserci stati, facendovi vedere la foto della copia e dandovi consigli su come addentrarvi nella natura, quando loro per primi non ci sono mai stati?

La mia naturalmente non è una GARA per chi c’è stato e chi no.
Semplicemente bisogna capire in che guaio si potrebbe cacciare una persona, o un gruppo di persone, nel seguire consigli di un tizio che per primo, non è mai stato li.

Se avete voglia di percorrere questo tipo di viaggio, documentatevi TANTO e non date retta ai ciarlatani del web.
ALLENATEVI, valutate se davvero avete le gambe e la testa per farlo.
Non fatevi prendere alla fretta o dalla voglia di scattare una foto.
​La vostra vita vale molto, molto di più.

Lettera di Christopher McCandless al suo amico Ron.

“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme.
Spero che la nostra separazione non ti abbia scosso troppo.
Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io sopravvivi all’Alaska, riceverai sicuramente mie notizie.

Vorrei ripeterti solo il consiglio che ti ho dato in precedenza: ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita e iniziare a fare le cose in maniera più coraggiosa, come non avevi mai pensato di fare prima.
C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà non esiste niente di più devastante che un futuro certo.

La gioia della vita deriva dai nostri incontri e dalle nuove esperienze, pertanto non c’è gioia più grande di avere un orizzonte costantemente diverso, vedere ogni giorno un sole nuovo e differente.
Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, dovresti perdere l’inclinazione a cercare la sicurezza monotona e adottare uno stile di vita movimentato, che in principio ti sembrerà folle. Ma una volta che ti abituerai a questa vita, ne capirai pienamente il senso e la sua incredibile bellezza.
E quindi, Ron, in breve, scappa dalla città e mettiti sulla strada.
Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto, ma temo che ignorerai il mio consiglio. Tu pensi che io sia un testardo, ma tu sei ancora più testardo di me.
Avevi una straordinaria possibilità sulla strada di ritorno, ovvero di osservare una delle viste più straordinarie della terra, il Grand Canyon, qualcosa che ogni americano dovrebbe fare almeno una volta nella vita.
Ma per qualche ragione incomprensibile non volevi fare altro che tornare a casa il più in fretta possibile, verso quella situazione che vivi giorno dopo giorno dopo giorno. Temo che farai la stessa cosa in futuro e quindi non scoprirai tutte le cose meravigliose che Dio ha piazzato intorno a noi.
Non sistemarti, non stare fermo in un solo posto.
Muoviti, sii nomade, fai in modo di vedere un orizzonte nuovo ogni giorno.
Vivrai ancora a lungo, Ron, e sarebbe un peccato se non cogliessi l’opportunità di rivoluzionare la tua vita trasformandola in un regno di esperienze.
Ti sbagli se pensi che la gioia si trovi solo ed esclusivamente nelle relazioni tra le persone. Dio ha piazzato tutto questo intorno a noi. È in tutto ciò che possiamo sperimentare.
Dobbiamo solo avere il coraggio di ribellarci al nostro stile di vita abituale e scegliere di vivere in modo non-convenzionale.
Il mio punto è che non hai bisogno di me o di nessun altro intorno a te per portare questa nuova luce nella tua vita.
Ti sta semplicemente aspettando là fuori, tutto ciò che devi fare è raggiungerla.
Le uniche cose che stai combattendo sono te stesso e la tua testardaggine nell’affrontare nuove circostanze
Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle. Non esitare o indugiare in scuse. Prendi e vai.
Sarai felice di averlo fatto.
Riguardati.

Parti con me gratis negli Stati Uniti

Chi segue la mia pagina da un po’, sa che c’è una cosa che accomuna ogni mio viaggio: la strada.
Se ripenso a quando ero bambino, i miei sogni legati ai viaggi hanno sempre avuto a che fare con lunghe distanze percorse a bordo di una macchina, una moto, un camper.
Anche per questo motivo, crescendo, non vedevo l’ora di dare vita a quei sogni e mettermi in strada e scoprire posti nuovi!
E se si pensa ad una tipologia di viaggio simile, non può che venire in mente un on-the-road negli Stati Uniti!
Ma perché vi parlo di questo?
Perché automobile.it ha deciso di lanciare un contest sul proprio sito, dove rispondendo a delle domande, potrete essere il fortunato vincitore che verrà con me e Fabio di Viaggio Ergo Sum nel nostro viaggio in Camper nella West Coast Americana!

Il viaggio in camper sarà così strutturato: partenza in gruppo il 12 giugno 2018 e rientro il 22 giugno 2018 dall’aeroporto di Roma Fiumicino, insieme ai due coordinatori Fabio di Viaggio Ergo Sum e Edoardo di Mente Nomade.
Il vincitore riceverà in premio l’intero pacchetto viaggio che include il volo, il noleggio del camper, i pernottamenti, l’assicurazione per il camper e per la persona ed il costo della benzina.

Partecipare è semplicissimo! Basta rispondere alle domande su
​ https://www.automobile.it/news/test-che-guidatore-sei/  descrivendo che guidatore sei.
Che aspetti? Prepara la valigia ed inizia a sognare, una splendida avventura on the road ti aspetta!