In questi giorni, giustamente non si fa altro che parlare degli Oscar 2019.

Tra i candidati (e i vincitori) troviamo il meraviglioso film diretto da Peter Farrelly, “Green Book”, che si è portato a casa la statuina più ambita, quella per il “Miglior Film”.

Il film, tratto da una storia vera, racconta di due uomini, Tony un buttafuori italo-americano che viene magistralmente interpretato da Viggo Mortensen e un raffinato e celebre pianista jazz, Donald Shirley, interpretato dal vincitore del premio oscar come “Miglior attore non protagonista”, Meharshala Ali, che lo assolda come autista. I due insieme, intraprendono un lungo viaggio in automobile nel sud degli Stati Uniti d’America per un tour jazz all’inizio degli anni ’60.

Per “guidarli” in questo viaggio, portano con se un “Green book”, una guida che recita “per neri in automobile per vacanze senza seccature”.

Proprio così, il Green Book altro non era che una guida diffusa negli Stati Uniti tra il 1936 e il 1966, dove venivano segnalati i ristoranti, i servizi, i motel, dove non venivano fatte discriminazioni agli afroamericani.

Pubblicato per la prima volta nella città di New York da Victor Hugo Green nel 1936, inizialmente era limitato alla città americana, ma dagli anni a seguire visto l’enorme successo, si allargò fino a venire distribuita in tutta l’America.

In una delle edizioni della fine degli anni ’40, l’editore scriveva: “Verrà un giorno, in qualche tempo di un vicino futuro, in cui questa guida non sarà più pubblicata e ciò avverrà quando la nostra razza avrà uguali opportunità e privilegi in tutti gli Stati Uniti”.

La guida continuò ad essere stampata e diffusa fino al 1966, dopo la fine della segregazione razziale voluta da John Fitzgerald Kennedy.

Potete curiosare, scaricare, tutte le versioni dei Green Book, a questo link.