Quando mi è arrivato il testo che state per seguire, subito mi è tornata in mente la mia esperienza in Canada  di un paio di anni fa. Posti pazzeschi, paesaggi sconfinati e penso ogni giorno a trovare del tempo per tornarci! Il racconto lo ha scritto Serena, partita per migliorare il suo inglese. A me è piaciuto molto. Ci tenevo a condividerlo anche con voi!

Il mio racconto sul Canada di Serena Pennella

 

Sono fortunata, so di essere fortunata.

Sono partita per migliorare il mio inglese, sono andata in Canada, sono tornata da lì che non solo sapevo parlare molto meglio la lingua.

Sono tornata sapendo nuove parole in portoghese; ho migliorato il mio spagnolo, ho conosciuto tanta nuova gente; i miei occhi si sono riempiti di paesaggi bellissimi e mi sono innamorata ancora.

Ogni viaggio che fai ti porta a innamorarti, e il Canada mi ha rubato il cuore.

Quando torni sei pieno di nuovi ricordi, spesso neanche te ne accorgi, che ti aiutano ad aprirti la mente.

 

Sono sempre stata descritta come una persona da larghe vedute e penso di essere davvero migliorata una volta tornata in Italia.

Il Canada è sempre stato una sorta di sogno lontano, un posto pieno di pace e tranquillità. E ora posso confermare che è davvero in questo modo.

Non ha diminuito le mie aspettative e nello stesso tempo mi ha fatto capire che è meglio immaginare meno e piuttosto viverle le cose.

Precisamente sono stata in Quebec, a Montreal, ma ho girato lì intorno. Il mio viaggio, durato più di un mese, si può suddividere in varie fasi che cercherò di riassumerle qua sotto.

Le mie prime due settimane le ho passate girando il più possibile, sono partita da ciò che più mi era vicino.

Sono stata ospite di una cara amica d’infanzia di mia mamma, anche lei venezuelana trasferitasi dopo il matrimonio. Abita a Longueil, un paese vicino a Montreal. È davvero bellissimo, ricorda star-hollow di “Una mamma per amica”.

Ho girato quella cittadina in bici, ma si può vedere anche a piedi. È caratteristica e colorata, l

In centro a Longueil c’è la bellissima cattedrale di Sant’Antonio di Padova, l’ingresso è gratuito e nel piano sotto c’è un museo dedicato alla città. Lì ho incontrato un giovane ragazzo che faceva da guida e gentilmente si è offerto di mostrarmi tutto il museo, in inglese. È stato interessante e un primo approccio al buon comportamento delle persone. Il Canada è famoso per il loro carattere pacato e cordiale.

Avendo molto tempo ho deciso di girare non solo in quella zona, ma anche nelle città più vicine, sono partita la seconda settimana di agosto.

Potevo non andare alle cascate del Niagara? O a Toronto?

Il viaggio è durato all’incirca tra le 6 e le 7 ore, è stato tutto sommato piacevole.

In Canada le autostrade sono gratis (pagano molte più tasse di noi) ed enormi, le corsie sono il doppio di quelle italiane. Anche i limiti di velocità sono differenti, sono molto più bassi rispetto ai nostri con un massimo di 100 km/h in autostrada.                                                                                   

In ogni autogrill si può trovare una nota catena canadese: “Tim Horton”, dove si può prendere il caffè, brioches, donuts o hamburger. È una vera istituzione in tutto il Continente.

La prima tappa sono state le Cascate. Siamo subito andati in hotel, il classico motel da film, e poi a mangiare. Anche lì il meteo, come in quasi tutto il Canada, è molto variabile: appena arrivati pioveva a dirotto, il tempo di un pranzo ed è uscito il sole e insieme una temperatura calda. I canadesi sono abituati a questi cambiamenti durante tutto l’anno.

Quando uno pensa a questo luogo, molto spesso si immagina una sorta di riserva naturale dove da vedere ci sono solo le cascate e nient’altro. Invece la città è una mini-Las Vegas, piena di attrazioni colorate e negozi di ogni genere, una sorta di parco giochi per adulti e bambini. La strada che ti porta sul Belvedere è piena di musei particolari, stravaganti e ristoranti affollati. Noi abbiamo deciso di visitare la mostra permanente sul Guinness dei primati, molto interessante e divertente.

Ufficialmente le cascate del Niagara sono al confine tra Canada e stati uniti, sono situate nella parte statunitense, ma si vedono meglio dalla parte canadese.

La vista è meravigliosa e a pagamento si può andare su dei battelli che ti portano vicinissimo. Il costo si aggira sui 30 dollari canadesi, il servizio è davvero efficiente. Da quando compri il biglietto fino a quando sali passano giusto 10 minuti. Offrono gratuitamente una protezione di plastica/poncho (rosa per la parte canadese e blu per quella statunitense) e si parte.

Prima ci si avvicina a quella più piccolina e sconosciuta, poi si passa alla sorella.

L’emozione di vederle da vicino è qualcosa di unico e indescrivibile. Senti l’acqua, il vento e la loro potenza sul tuo viso. Un’esperienza che ti lega con la natura in un modo che davvero non avrei mai creduto.

Per il resto la città del Niagara non offre troppo, ci sono piccoli parchi divertimento e un casinò.

Siamo rimasti due giorni alle cascate e poi siamo andati a Toronto, che dista circa 2 ore da lì.

È una città incredibile, la New York del lato est del Canada, piena di grattacieli e di vita, situata sulla costa del lago Ontario.

Avendo solo un giorno ho deciso di non stressarmi e correre di qua e di là, ma di passeggiare e vedere cosa mi offriva la città. L’unica attrazione che ho programmato è stata la CN tower, la quale con i suoi 553 metri di altezza è una delle torri più alte del mondo. La vista da sopra è spettacolare, si vedono benissimo tutti i grattacieli che da quella altezza sembrano pure bassi, e a renderla grandiosa il merito è anche del lago. Così enorme che anche da lì sopra non riesci a vedere la fine, sembra un vastissimo oceano.

Tutto sommato sono rimasta felice della mini-giornata a Toronto.

È un misto di nuovi palazzi piena di gente elegante e piccole vie colorate con ristoranti provenienti da tutto il mondo.

Tornata da questo “viaggio nel viaggio” ho iniziato un corso d’inglese a Montreal, è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Effettivamente molti hanno criticato la mia scelta: “vai in un posto dove parlano francese per imparare l’inglese?”

Invece a dispetto loro io sono rimasta entusiasta della mia scelta perché ho potuto vivere un’esperienza di realtà bilingue, e questo mi ha solo arricchita di più.

Il Quebec è l’unica regione o stato canadese in cui la prima lingua (non ancora ufficialmente però) è il francese.

Il loro è un mix, ed è divertente vedere come ogni persona parla benissimo entrambe le lingue. È stato bello confrontarmi con un posto del genere.

La scuola era davvero organizzata bene, il loro focus principale era di farti apprendere la lingua. Tant’è che all’interno della struttura è obbligatorio parlare in inglese o in francese, al terzo richiamo possono tranquillamente espellerti.

Le lezioni si dividono in skill, grammar e conversation. Le classi sono composte da un massimo di 12 persone, e all’inizio per decidere la tua ti sottopongono a un test di livello.

La mia classe era davvero mista, piena di sud americani (molti del Brasile) ma anche di giapponesi o coreani. Ero l’unica italiana nel gruppo e questo era fattore di popolarità. All’estero vedono l’Italia come un paradiso dove si mangia davvero bene.

Il cibo in Canada non è male, il piatto tipico del Quebec sono le poutine, ovvero patatine fritte ricoperte di una salsa agrodolce, feta a fette e quello che vuoi tu (esempio wurstel, prosciutto ecc..). Le ho assaggiate con sopra gli straccetti di maiale e devo ammettere che erano davvero buone.

Per il resto mangiano in modo vario, e puoi trovare qualsiasi cosa ovunque.

Durante il mio periodo scolastico, durato 2 settimane, ho avuto modo di girare per bene Montreal. Ho fatto amicizia con ragazzi brasiliani e messicani, e insieme organizzavamo gite dopo le lezioni.

Vicino alla nostra scuola c’èra una delle vie più famose della città, Rue Sant Catherine. Conosciuta come la via dei negozi, e dei locali. Spesso mangiavamo in un posto chiamato “Wharenhouse”, carino perché era vario ma al prezzo fisso di 5.95 dollari canadesi. Lungo quella via c’era anche un cinema, siamo andati a vedere gli incredibili 2 in inglese. Anche il cinema è strutturato in modo diverso rispetto a quello italiano: non ci sono posti assegnati, puoi entrare in sala mangiando di tutto e l’immancabile Tim Horton è presente e vende ciambelle e caffè per il pre o post film.

Spesso a orario del tramonto andavamo all’Old porto, un posto magico, con la ruota panoramica e il lungo fiume. Pieno di bancarelle artigianali e di food truck.

Puoi trovare anche pedalò, moto d’acqua e una triste spiaggia artificiale che si affaccia solo sul fiume.

Un giorno abbiamo fatto una specie di escursione a Mont-Royal, la montagna più alta di Montreal, che in realtà è bassina giusto 223 metri. Però offre una bella vista e dei boschi enormi da attraversare e passeggiare. Tutta l’area è piena di scoiattoli, e di persone che cercano di nutrirli. Lungo una di quelle stradine abbiamo incontrato due bambine che vendevano limonata, e chiaramente ne abbiamo presa una, sembrava proprio la classica scena da film americano.

Montreal offre molti posti da vedere e visitare oltre quelli già menzionati, per esempio c’è lo stadio Olimpico, dove gli atleti si allenano, soprattutto i nuotatori.

Inoltre nella zona centrale c’è la bellissima Place des Artes, una piazza moderna abbellita da fontane e fiori.

Una chiesa da vedere è sicuramente la basilica di Notre-Dame, l’unica dove bisogna pagare per entrare, ma credetemi ne vale davvero la pena. È proprio in stile Disney, è magica e piena di vetrate colorate. L’atmosfera dentro è quasi mistica.

Altro luogo must-have è l’isole Jean Drapeau, si raggiunge facilmente con la metro, una volta lì ci sono vari posti da vedere: per esempio la Biosphere, una sorta di museo dedicato all’ambiente in un modo non convenzionale e molto stimolante. Sempre sull’isola c’è una piscina enorme, una torre dove si può vedere il ponte che collega l’isola a Montreal e di conseguenza anche la città. Inoltre quasi tutti i weekend ospita grandi festival musicali per giovani, e ho potuto costatare che l’affluenza è decisamente alta.

Infine per quanto riguarda il clima canadese, si riconosce subito, fino al 15 agosto c’è stato caldo e bel tempo, ma dopo e non scherzo ma dal 16 preciso, le temperature hanno iniziato ad abbassarsi. La mattina c’era quasi freddo, e la sera pure.

Solo durante il giorno se c’era il sole potevi aspirare a il caldo estivo.

Montreal è comunque ben organizzata contro il freddo, c’è tutta una città sotterranea collegata dalle metro, che permette di non uscire durante l’inverno, quando le temperature raggiungono davvero molti gradi sotto lo zero

La penultima settimana non sono rimasta in Canada, ho comprato i biglietti dell’autobus e dopo 8 ore sono arrivata a New york. Purtroppo quello è un capitolo a parte, ci sarebbe da raccontare veramente tanto su quella bellissima città. Davvero amazing!

L’ultima settimana è stata tranquilla, abbiamo rigirato i posti più belli di Montreal, ma non ci siamo limitati solo a quello.

Un pomeriggio siamo andati in una cittadina vicino che si chiama Chambly. Un posto che ricorda molto le fiabe, o comunque un posto magico e romanzato. Lì il fiume San Lorenzo diventa una sorta di lago, per poi restringersi e continuare il suo percorso.

Ho avuto modo di fare Kayak, davvero rilassante. Rimanevo ferma in mezzo al lago, sentivo la brezza toccarmi il viso e mi sentivo felice.

Ci sono poi ritornata a Chambly per il festival della birra, che si teneva in un enorme parco. Era pieno di stand diversi, con ogni tipo di birra come per esempio quella al gusto di sciroppo d’acero. Oltre alle bevande chiaramente c’erano ogni tipo di food truck.

Posso confermare dopo il mio viaggio che il Canada è davvero un paese cordiale, pieno di persone che ti fanno sentire a casa. È un continente che offre veramente tanto, ed è pieno di paesaggi bellissimi.

Non vedo l’ora di tornarci e chissà magari vedere l’altra costa sta volta.